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"Papà coraggio" a Bacciga: «Non vìolo alcuna legge». Nessun riscontro al momento sulle sue denunce

Il genitore salito alla ribalta delle cronache per aver denunciato che la figlia è una componente di una baby gang , replica al consigliere comunale. Dalla Questura nel frattempo informano che le verifiche dei reati segnalati dall'uomo non hanno portato a conferme

«Rimango basito leggendo il comunicato stampa dell’avvocato Bacciga Andrea, presidente della commissione sicurezza del comune di Verona». Inizia così la replica Mario (nome di fantasia), arrivato alla ribalta delle cronache cittadine in questo inizio 2022 con il soprannome di "Papà coraggio", per aver denunciato pubblicamente l'appartenza di sua figlia ad una baby gang. La ragazza avrebbe 14 anni e farebbe parte di un gruppo ritenuto responsabile di episodi di micro-criminalità, secondo quanto ha riferito il genitore a giornali e nel corso di trasmissione televisive. 
Nel fine settimana appena trascorso, Mario ha presenziato al banchetto situato in piazza Brà di Prima Verona, il gruppo guidato da Michele Croce, che raccoglieva firme per una serie di proposte utili ad affrontare questo problema: con il volto coperto per proteggere la privacy della sua famiglia, "Papà coraggio" ha specificato di aver partecipato per l'iniziativa in sé, diventando oggetto di una nota diffusa dell'avvocato Andrea Bacciga, consigliere e presidente della Commissione sicurezza del Comune di Verona, che non ha apprezzato il «travestimento» dell'uomo e lo ha invitato a presentarsi a Palazzo Barbieri con la figlia, quando sarà aperto lo Sportello dedicato al problema delle baby gang. 
«Su invito dell’avvocato Bacciga - ha proseguito Mario - qualche giorno fa mi sono recato a Roma per un’intervista in diretta per un programma Rai, occultando il mio viso senza che Bacciga avesse nulla a che dire. Durante il viaggio di andata e di ritorno abbiamo trovato il temo di parlare e gli ho spiegato la mia situazione famigliare credendo che avesse capito ma, a quanto pare, mi sbagliavo. Tengo a precisare che l’occultamento del mio viso non è per goliardia (o per carnevale come mi ha schernito l’avvocato Bacciga), ma solo per proteggere me stesso e la mia famiglia da eventuali ritorsioni visto che mi sono già arrivate minacce». 
Una scelta, quella di celare il proprio volto, che l'uomo avrebbe condiviso con la Questura di Verona, informando le forze dell'ordine dei suoi spostamenti: «Faccio presente che non ho violato alcuna legge di pubblica sicurezza». 
"Papà coraggio" ha commentato poi l'invito del consigliere: «L’avvocato Andrea Bacciga non mi ha mai invitato allo Sportello comunale, anche perché lo Sportello non esiste ancora. Non ho mai ricevuto alcun invito neppure per un incontro in Comune di Verona. Sono sinceramente addolorato del suo attacco personale nei miei confronti, visto che io l’ho sempre ringraziato per il suo impegno anche se, per ora, nulla si è concretizzato rispetto a quanto promesso.
Trovo ingiustificato e assurdo di essere accusato di aver fatto un comizio politico quando ho subito specificato la mia estraneità alla politica locale e, come “Mario papà coraggio”, ho sempre dato la disponibilità a tutti i politici di incontrarli e partecipare ad iniziative concrete e utili. Anzi, invito tutti i cittadini di Verona a firmare la petizione del movimento Prima Verona di Michele Croce, se veramente interessati alla sicurezza di Verona e dei suoi cittadini e non di utilizzare il dramma delle baby gang, come qualcuno sta tentando di fare, per beghe politiche che non mi interessano - conclude l'uomo -. Ci sono padri e madri in queste ore a Verona che stanno cercando le proprie figlie perchè sparite da giorni e hanno appena 14 anni. Questo è un tema. Qui servirebbero le Istituzioni».

Fonti della Questura di Verona, che ha raccolto alcune delle querele presentate da Mario, specificano però che attualmente non ci sono riscontri per quanto riguarda i reati denunciati: l'uomo è stato sentito dalla Squadra Mobile che si è occupata di svolgere le verifiche del caso, le quali non hanno portato a conferme. 

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