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La palestra di fascismo a Verona non c'è, il volantino era una provocazione

Il sindaco Sboarina: «Chi, con scellerato tempismo, ha fatto strumentalmente da amplificatore a una "bufala" di cattivo gusto ha gettato fango sulla città. Almeno chieda scusa». Benini però replica: «non può semplicemente dire: “io sono antifascista”»?

Nessun «arcobaleno nero» su Verona. Nessuna «palestra di fascismo» a Borgo Trento. Solo una provocazione, pensata da tempo, e realizzata con circa 200 volantini distribuiti in un quartiere della città.

Pare sia venuta a galla la verità sui fogli lasciati nella buca delle lettere di alcuni cittadini veronesi. Fogli su cui si poteva vedere il volto di Benito Mussolini e su cui si poteva leggere l'annuncio dell'imminente apertura di «Arcobaleno Nero, la prima palestra di fascismo a Verona». Un annuncio che ha scatenato un'allarmata indignazione in chi lo ha ritenuto vero, mentre altri predicavano prudenza e il sindaco Federico Sboarina la definiva: «Una goliardata che non fa ridere».
La verità è stata spiegata dal presunto autore del volantino, il quale si è messo in contatto con L'Arena ed è stato intervistato da Riccardo Verzè. L'intervistato ha dichiarato che la sua voleva essere una provocazione, un atto di denuncia contro la presenza di gruppi neofascisti in città. Gruppi che sarebbero tollerati dalle istituzioni e che sarebbero responsabili di alcune piccole aggressioni. Aggressioni che però non sembrerebbero in grado di suscitare le reazioni provocate da un volantino che nulla avrebbe avuto di credibile, ma che almeno per alcuni è risultato credibile.

E tra chi lo ha ritenuto credibile ci sono il Partito Democratico, il consigliere comunale Michele Bertucco ed il movimento civico Traguardi, contro cui oggi, 29 gennaio, si scaglia il sindaco Sboarina: «La sinistra veronese non perde il vizio. Ancora una volta con scellerato tempismo ha gettato fango sulla nostra città, facendo strumentalmente da amplificatore a una "bufala" di cattivo gusto. Il bene di Verona si fa con l’amministrazione seria e non con una bassa politica fatta di attacchi pretestuosi e senza fondamento. Adesso almeno chiedano scusa a tutti i veronesi».

E dello stesso tenore è anche il commento del consigliere comunale leghista Andrea Bacciga: «A compiere il volantinaggio non è stato alcun militante collegato a movimenti o partiti di estrema destra. Anzi, l'autore si dichiara contro il fascismo. Ora la sinistra, chieda scusa e risarcisca la città per aver gettato nuovamente fango. E la finisca di usare Verona per i suoi scopi politici, facendosi promotrice di storielle finte e fantastiche».

La replica del Partito Democratico di Verona arriva dal capogruppo Federico Benini: «Ma Sboarina per non dare alibi a quelli che secondo lui "screditano la città" non può semplicemente dire "Io sono antifascista"? Se davvero la preoccupazione del Sindaco, che se ne esce soltanto adesso, è quella di tenere al riparo la città da questo genere di polemiche, la strada maestra è di dichiarare la propria adesione ai valori costituzionali di antifascismo e troncare i legami con la destra estremista che si connota per iniziative che si richiamano esplicitamente al fascismo e al nazismo contribuendo a degradare l’immagine della città». 

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