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Lega e Tosi, possibile riavvicinamento. «Schiaffo alla credibilità di Sboarina»

Secondo alcune indiscrezioni, la Lega potrebbe non appoggiare il sindaco uscente alle prossime elezioni. E le opposizioni soffiano sul fuoco. Bertucco: «Sboarina non è mai riuscito ad essere il leader della propria coalizione»

Non ci sono state né confermate né smentite e quindi rimangono solo delle indiscrezioni. Indiscrezioni che però avrebbero del clamoroso se si dovessero poi realizzare. L'ingresso del sindaco di Verona Federico Sboarina in Fratelli d'Italia potrebbe essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della Lega a Verona. I sentimenti all'interno del principale partito dell'attuale maggioranza sarebbero sempre più contrastanti. E così quello che fino a poco tempo fa sembrava impossibile, potrebbe diventare possibile: un riavvicinamento tra la Lega e l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi.
Tra Tosi e il leader nazionale del Carroccio Matteo Salvini i rapporti sono sempre stati tesi e i due si sono sempre criticati, anche aspramente. Ora, però, lo scacchiere politico locale è cambiato. Sboarina è entrato a far parte del partito di Giorgia Meloni e la Lega potrebbe trovare un nuovo posizionamento in vista delle prossime elezioni. Quando scadrà il mandato dell'attuale amministrazione, Sboarina si ricandiderà e avrà anche Tosi tra i suoi avversari. E non è detto che la Lega possa ancora appoggiare il primo cittadino uscente. Pare, infatti, che sia già in corso un confronto tra i leghisti e Tosi. Un confronto che, se andrà a buon fine, potrebbe vedere la Lega a supporto di Tosi e non di Sboarina alle amministrative di Verona.

E anche solo le indiscrezioni bastano ad alimentare il dibattito politico. Dalla minoranza, il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco ha dichiarato: «Qualsiasi sindaco della Prima Repubblica di fronte a delle prove di dialogo tra un partito della maggioranza e un gruppo dell’opposizione chiederebbe immediatamente un chiarimento. Il fatto che Sboarina se ne stia zitto e buono significa due cose: la prima che ha la coda di paglia lunga un chilometro; la seconda che la maggioranza che lo sostiene è più che posticcia, è un agglomerato privo di anima e sostanza politica. La verità, dunque, è che Sboarina non è mai riuscito ad essere il leader della propria coalizione. Le rivolte intestine le ha sempre affrontate facendo il pesce in barile come se la cosa non lo riguardasse e senza mai prendere una posizione, limitandosi tutt’al più a distribuire qualche poltroncina. C’è poi da dire che conosciamo bene la definizione di politica come "l’arte del possibile" ma in politica le parole restano, e dovrebbero contare: sia Salvini che Tosi hanno sempre definito come impossibile un loro riavvicinamento. Il fatto che cambino improvvisamente idea non è più politica, ma gioco di potere, e una presa in giro dei cittadini».
Mentre, dal Partito Democratico, i consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani hanno aggiunto: «Se Sboarina è davvero il sindaco capace e popolare che alcuni amano dipingere, come mai il più grande partito della sua stessa maggioranza, la Lega, sta cercando di ricucire con Flavio Tosi? A meno di smentite, la notizia della pace in corso tra Salvini e Tosi è uno schiaffo in faccia alla credibilità politica del sindaco in carica, e ci domandiamo con quale coraggio Sboarina può pensare di restare a capo di una maggioranza in cui gli alleati ad un anno dalle elezioni se ne vanno già alla febbrile ricerca di un sostituto da schierare alle prossime elezioni, per di più cercandolo all’interno di un gruppo di minoranza. Il fatto che la Lega stia valutando altri lidi per le comunali del 2022 è la prova provata che Sboarina non piace nemmeno all’interno della propria maggioranza».

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