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Traforino, filobus e parcheggi scambiatori: critiche della Provincia al Pums

Il piano urbano della mobilità sostenibile redatto dal Comune di Verona è stato oggetto di osservazioni da parte dell'ente provinciale. Bertucco: «Se non è una bocciatura, poco ci manca»

Rendering del traforo delle Torricelle

Il presidente della Provincia di Verona Manuel Scalzotto ha firmato la delibera contenente le osservazioni al Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile redatto dal Comune di Verona.

Tra gli aspetti segnalati dai tecnici del Palazzo Scaligero, la necessità di un coordinamento maggiore tra il Pums e il Piano di Bacino del trasporto pubblico locale. Ad esempio, per l'integrazione modale tra i diversi mezzi: pensiline, percorsi pedonali segnalati, indicazioni per le biglietterie.
Una particolare attenzione, osservano i tecnici provinciali, andrebbe dedicata ai principali nodi di traffico del trasporto, sia pubblico che privato, come la stazione di Porta Nuova, Piazzale Stefani nella zona ovest e Porta Vescovo nella zona est. I tecnici hanno, inoltre, evidenziato la necessità di un corretto dimensionamento dei parcheggi di interscambio di Verona ovest (Cà di Cozzi) e Verona est (Cercola) e di un'adeguata collocazione di quello previsto dal Pums nella frazione di Parona.
Viene suggerita poi la soluzione dell'integrazione tariffaria dei diversi mezzi del trasporto pubblico per semplificarne e incentivarne l'uso da parte dei cittadini.
Nell'ambito delle piste ciclabili, la relazione contiene un invito ad armonizzare il progetto tenendo conto dei percorsi già previsti dal piano territoriale di coordinamento provinciale, in modo da offrire continuità ai tracciati, come quelli programmati in Val Squaranto e nell'area sud della Valpolicella.
Tra i principali e diversi nodi viabilistici segnalati nelle osservazioni, c'è l’area di Verona sud, dove la soluzione prospettata è il prolungamento della Strada Statale 434, sia per alleggerire il traffico, sia per ridurre l’inquinamento.
«In queste settimane ci sono stati confronti costruttivi sul Pums tra Provincia e Comune - ha commentato Scalzotto - Il Comune di Verona ha preso atto delle osservazioni collaborative della Provincia che potranno aiutare i tecnici a implementare un piano, essenziale per la città, con previsioni che tengano conto del numero più alto di scenari futuri possibili».

Alle osservazioni puramente tecniche della Provincia di Verona è stato dato un connotato politico dal consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco. L'esponente di minoranza ha dichiarato: «Se non è una vera e propria bocciatura del Pums, poco ci manca», riferendosi alle valutazioni della Provincia.
Bertucco si è soffermato soprattutto su alcuni punti evidenziati dai tecnici provinciali, secondo cui ad esempio «il servizio del filobus, nell'ora di punta, così come è stato ipotizzato, pare risultare per alcune tratte sottodimensionato rispetto alla domanda di mobilità». Per il consigliere comunale, dunque, è necessario «prevedere rinforzi e adeguamenti infrastrutturali che consentano di portare gli studenti a scuola e resistere alla pressione del traffico privato». E sempre a proposito di filobus, la Provincia ha avanzato anche l'ipotesi di una gestione in house del mezzo. «Nulla è stato al momento deciso dal Comune di Verona riguardo la forma di affidamento del nuovo realizzando servizio filobus che non necessariamente dovrà essere affidato tramite gara», scrivono dalla Provincia.
«La Provincia smonta anche il collegamento ferroviario con l'aeroporto, dicendo che ha senso solo a patto che si preveda anche un collegamento con Mantova - ha poi aggiunto Bertucco - Ma è imperdibile la chicca sul traforino urbano che, sempre secondo la Provincia, ha senso solo se concepito come l'antipasto del vecchio progetto di traforo».

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