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Ospedale di Malcesine, Coletto: "La delibera non modifica la riabilitazione"

Dopo le preoccupazioni espresse da cinque sindaci della zona del lago di Garda e dai cosiglieri Bassi e Salemi, arrivano le parole dell'assessore alla Sanità: "Malcesine dal futuro non ha nulla da temere"

“Se la politica e l’informazione non riescono più a distinguere le parole dai fatti e dagli atti ufficiali siamo messi male. Anche oggi, sul futuro della riabilitazione a Malcesine, è stato profuso un fiume di parole preoccupate, mentre i fatti, cioè le schede sanitarie, garantiscono il contrario. La Regione parla con gli atti, precisamente con delibera ufficiale del 21 marzo 2018, ampiamente comunicata e pubblicizzata, che non modifica la riabilitazione di Malcesine. Malcesine dal futuro non ha nulla da temere, a meno che non si voglia dare dei bugiardi al Consiglio regionale che ha approvato la scheda in questione proposta dalla Giunta, alla Giunta regionale che l’ha poi approvata in via definitiva, all’Assessore alla sanità e al Direttore Generale della Sanità regionale. Ma allora lo si faccia apertamente, senza ipocrisie verbali, e ne trarrò le conseguenze”.

Queste le dichiarazioni di risposta dell'Assessore alla Sanità regionale Luca Coletto, alle parole del consigliere regionale di Centro Destra Veneto Andrea Bassi e della sua collega del Pd Orietta Salemi, arrivate dopo la lettera dei cinque sindaci del Garda (Malcesine, Torri del Benaco, San Zeno di Montagna, Brenzone e Garda) che chiedevano rassicurazioni sul ruolo della struttura ospedaliera, temendo uno svuotamento dei posti letto in direzione di Bussolengo. 
Coletto ha voluto sottolineare che “i professionisti della preoccupazione, sull’Ospedale di Malcesine hanno superato il limite della decenza” e che “la scheda ufficiale e definitiva sull’organizzazione ospedaliera dell’area non lascia alcun dubbio: non ci sarà nessun intervento diminutivo sull’Ospedale di Malcesine”.

“Non lo dico io – aggiunge Coletto – ma un atto ufficiale che non dovrebbe essere particolarmente difficile da leggere da parte di chi si picca di saperne di sanità più di un’enciclopedia. Oppure – conclude – non c’è miglior sordo di chi non vuol sentire e miglior cieco di chi non vuol vedere che, in questo caso, si intende leggere una semplice delibera della Giunta regionale”.

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