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Multe per l'elemosina. PD: "Provvedimento inutile". Tosi: "Serve una legge"

Fa discutere l'ordinanza che sanziona chi elargisce denaro a chi chiede la carità. Per Michele Bertucco, il sindaco Tosi cerca solo visibilità e il primo cittadino chiede una legge statale sul tema

Il documento è l'ordinanza numero 10 del 26 febbraio 2016 ed è firmato dal sindaco di Verona Flavio Tosi. In quattro pagine, il primo cittadino ordina fino al 14 aprile nel centro storico, in Corso Porta Nuova e in via IV Novembre, il divieto di elargire somme in denaro a chi chiede l'elemosina.

La giustificazione di questo atto nasce dagli accertamenti di recenti indagini che evidenziano la presenza di un racket dell'accattonaggio organizzato per lo sfruttamento di minori, disabili e anziani.

Un provvedimento che ha scatenato subito la reazione veemente e contraria dell'opposizione con il capogruppo PD in consiglio comunale Michele Bertucco che scrive: "Il sindaco ha completato la sua collezione di provvedimenti-fuffa buoni soltanto ad elemosinare qualche giorno di visibilità. Tra qualche settimana tutto tornerà come prima, come accaduto in passato con l'ordinanza antipanino e con tutti gli altri strambi divieti che si era inventato allora. Il provvedimento raccoglierà grande favore presso i turisti che si vedranno multare per il più naturale ed umano, oltre che cristiano, dei gesti. E che pertanto non vedranno l'ora di ritornare in una città tanto accogliente e solidale".

Per Bertucco il provvedimento sarà dunque inefficace, ma non è che i sindaci abbiano in mano grandi strumenti per contrastare il fenomeno. Questa almeno la difesa del sindaco Tosi, secondo cui serve una legge statale che dia maggiori poteri ai sindaci contro il racket che si può nascondere dietro l'accattonaggio molesto.

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