Rischio tracciabilità per l'olio tunisino. Preoccupati politici e produttori veronesi

Nel mercato europeo per due anni arriverà olio dalla Tunisia senza dazi. Zaia: "Italia debole in Europa". Fantinati: "Favoriti i grandi marchi a discapito dei piccoli produttori"

A volte l'Unione Europea riesce a mettere d'accordo forze politiche italiane solitamente distanti. Così il governatore leghista del Veneto Luca Zaia e l'Onorevole grillino Mattia Fantinati si trovano uniti nel criticare l'ultima decisione che viene da Strasburgo.

L'Europa ha detto sì all'accesso temporaneo di 35mila tonnellate di olio di oliva tunisino senza dazio per due anni nel mercato europeo, al fine di sostenere la ripresa della Tunisia dall'attuale periodo di difficoltà. Per Zaia è: "Una decisione che di fatto vanifica una lunga battaglia per l’etichettatura e la tracciabilità, a scapito della qualità di uno dei prodotti di punta dell’agricoltura italiana e veneta. Oggi a Strasburgo è stata scritta l’ennesima brutta pagina di un libro ormai troppo lungo che racconta lo sfregio e il disinteresse dell’Europa nei confronti delle produzioni agricole di qualità, del Made in, della genuinità dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole".

"Sorprendono anche - conclude Zaia - le dichiarazioni del Ministro dell’Agricoltura italiano che, invece di commentare la decisione quando non si torna più indietro, avrebbe dovuto esercitare il ruolo forte che gli competeva. lavorando concretamente contro questo scempio e invece pare proprio che non sia riuscito a convincere a votare no nemmeno i Parlamentari Europei italiani che fanno parte dell’attuale maggioranza di Governo nazionale".

Per il Deputato veneto del M5S Fantinati, la scelta di Strasburgo serve ad "ammorbidire il governo di Tunisi in vista della guerra in Libia. Dimenticando di proteggere invece i produttori nostrani. Il rischio di rovinare i piccoli produttori gardesani sarà molto elevato. Si favoriscono i grandi marchi che ci venderanno l’olio tunisino spacciandolo per italiano".

Più sfumata la posizione del Deputato veneto del PD Vincenzo D'Arienzo: "Soffriamo per le mancate produzioni degli ultimi due periodi del 2013-2014 e del 2014-2015 quindi può essere realistico che nonostante i controlli previsti non sia garantito che l’olio tunisino, una volta entrato nell’UE, non possa essere falsamente etichettato come olio di origine comunitaria se non addirittura di origine italiana, come già spesso avviene. Per tutelare la produttività veronese, l’olio tunisino ammesso all’importazione senza dazio deve essere accompagnato da misure di tracciabilità e di commercializzazione che ne impedisca la possibilità di essere etichettato come di origine UE o peggio come di origine Made in Italy".

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