Nuovo stadio, botta e risposta tra Bertucco e il primo cittadino Sboarina

Il consigliere di minoranza ha criticato il progetto, valutandolo tra le altre cose insostenibile. Il sindaco gli ha dato del bugiardo e Bertucco ha controreplicato: «Continueremo ad informare correttamente i veronesi»

Rendering del nuovo stadio

È in arrivo in consiglio comunale a Verona la proposta di delibera per dichiarare il pubblico interesse sul progetto del Nuovo Arena Stadium, lo stadio che verrebbe costruito attraverso un project financing al posto del Bentegodi. Un'approvazione già votata positivamente dalla giunta, ma aspramente criticata dalle opposizioni che tra interventi e raccolte firme avevano già cominciato la loro battaglia politica di contrasto a questa nuova opera.

Il consigliere di minoranza Michele Bertucco ha voluto sintetizzare il suo dissenso in sei punti, così articolati:

  1. Le superfici commerciali - scrive Bertucco - La proposta di delibera parla di 2.484 metri quadrati (oltre agli 11mila metri quadrati di alberghi) destinati ad "usi commerciali - strutture di vendita medio grandi" che dovranno essere sottoposti a valutazione di impatto ambientale e soprattutto non sono previsti né dal Pat né dal Piano degli Interventi.
  2. Il ruolo del Chievo. Dopo averci fatto credere che il suo apporto non fosse indispensabile, si scopre che nel Piano economico e finanziario sono stati inclusi anche i ricavi da Premium seats del Chievo. La strategia vera non è quindi convincere il Chievo ma costringerlo.
  3. La sostenibilità socio-ambientale e l'impatto sul quartiere. Sindaco e maggioranza non hanno la benché minima idea della mole di traffico che una struttura simile potrebbe generare sul quartiere. Questa amministrazione si limita a scansare il problema.
  4. La sostenibilità economica. È semplicemente impossibile, per i tecnici del Comune, capire se questo progetto sia sostenibile o meno. Ricavi sovrastimati, voci di costo assolutamente carenti e incomplete: siamo di fronte all'ennesimo project privo di presupposti, nato da un bisogno fittizio indotto dalla politica, e sottratto ad una valutazione obiettiva.
  5. La convenienza del Comune. I tecnici comunali non sono ancora in grado di valutare se il progetto sia o meno vantaggioso per il Comune. Cedere il diritto di superficie per i 40 anni corrisponde ad un controvalore stimato in prima approssimazione ad una trentina di milioni di euro. La favoletta secondo la quale dovremmo ringraziare i proponenti perché ci danno uno stadio nuovo, è dunque una balla colossale che non sta in piedi dal punto di vista amministrativo.
  6. L'eliminazione dello stadio provvisorio. La ragione di fondo per cui l'amministrazione non vuole realizzare lo stadio provvisorio è che non saprebbe dove ricollocare la comunità di sinti che occupano, in gran parte con tutte le carte in regola, una parte del Piazzale Atleti Azzurri d’Italia dove cadrebbe la struttura provvisoria da 16mila posti.

In definitiva, quella che questa amministrazione si accinge a portare in consiglio comunale, non è una proposta di delibera ma un atto di fede.

Alle affermazioni di Bertucco, il sindaco di Verona Federico Sboarina ha replicato dando in sostanza del bugiardo a Bertucco. Secondo Sboarina, il Piano economico e finanziario sul nuovo stadio non lo ha visto nessuno e che la proposta di delibera del consiglio comunale non implica l'accettazione del project financing, ma è semplicemente la valutazione sulla pubblica utilità di un nuovo stadio.

Il sindaco sa bene che il Piano economico finanziario può essere consegnato, con obbligo di riservatezza, ai consiglieri comunali - è la controreplica di Bertucco - Ma probabilmente il sindaco preferisce che i consiglieri comunali facciano un atto di fede nei suoi confronti. Noi non lo faremo e continueremo ad informare correttamente le cittadine e i cittadini veronesi.

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