Nuovo Stadio, Bertucco: «Opera completamente campata in aria»

La società che dovrebbe realizzarlo non ha ancora mantenuto fede all'impegno di aumentare il proprio capitale sociale ed il consigliere comunale annuncia: «Se non lo farà entro settembre chiederemo la revoca della pubblica utilità del progetto»

Rendering nuovo stadio di Verona

«Altro che "il progetto va avanti". Ad oggi il nuovo stadio resta un'opera completamente campata in aria». Alle parole ottimiste del sindaco di Verona Federico Sboarina, pronunciate due settimane fa, l'urbanista Giuseppe Campagnari ed il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco hanno replicato minacciando: «Se a settembre non sarà arrivato il promesso aumento di capitale, chiederemo di portare in consiglio comunale la mozione per la revoca della pubblica utilità».

L'aumento di capitale a cui Bertucco e Campagnari si riferiscono è quello promesso dal società Nuova Arena di Verona, la ditta che ha proposto di costruire il nuovo stadio di Verona al posto del Bentegodi. Un progetto che circa otto mesi fa aveva ottenuto il via libera dal consiglio comunale, che ne aveva riconosciuto il pubblico interesse. «Ma l'aumento di capitale che si erano impegnati a fare entro il 31 gennaio 2020 non è stato effettuato - lamentano Bertucco e Campagnari - Il pubblico interesse è stato votato a dicembre 2019 ma la Nuova Arena di Verona, promotrice di un progetto da 121 milioni di euro che promette di mettere sottosopra il quartiere Stadio, rimane una piccola srl da 10mila euro di capitale sociale».

E ci sarebbe anche dell'altro, perché la Nuova Arena di Verona non avrebbe ancora presentato: il piano economico finanziario dell'opera, il progetto definitivo, la bozza di convenzione e le necessarie varianti urbanistiche. E tutto viene confermato dagli uffici comunali che hanno risposto ad una richiesta di accesso agli atti. Il responsabile del progetto sul nuovo stadio Franco Volterra ha ricordato le difficoltà tecniche e logistiche create dal coronavirus ed ha aggiunto che: «Non esiste la necessità di un aumento del capitale». E sui documenti non ancora presentati, le considerazioni sono state: «Trattandosi di documenti complessi, necessitano di diversi mesi, anche un anno, prima di essere correttamente redatti e compiutamente consegnati».

«Eppure, l'aumento di capitale era stato promesso come contropartita alla dichiarazione di pubblico interesse da parte del Comune - hanno spiegato Bertucco e Campagnari - L'argomento è stato usato anche dal sindaco per ottenere il voto della maggioranza che in buona parte, a cominciare dalla Lega, si mostrava recalcitrante. L'impegno, preso ancora nel luglio 2019, era che il capitale sociale sarebbe cresciuto subito fino a 2,7 milioni di euro, e successivamente fino ad almeno 30 milioni di euro. È evidente come questa mancanza abbia un valore sia politico che amministrativo che non può essere ignorato. Viene assicurato che la documentazione mancante verrà presentata ma sono sempre e soltanto parole. Parole a cui non seguono atti concreti che possano far pensare che saranno rispettate le scadenze previste per la costruzione dell'inutile opera».

Per queste considerazioni, Bertucco è stato definito dal sindaco Sboarina «la solita Cassandra», ovvero un profeta di sventure. Anche durante il lockdown, il primo cittadino avrebbe avuto rassicurazioni su di un'opera che, come tutto, ha risentito dei rallentamenti a causa della pandemia di Covid-19, ma che non si ferma.

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Ma a chiederne uno stop, oltre a Bertucco, ci sono ancora il consigliere comunale del Partito Democratico Federico BeniniRiccardo Olivieri, segretario Terzo Circolo PD di Verona. «Chiediamo un atto di sano realismo - hanno scritto i due dem - che si metta da parte la propaganda politica e che si faccia fronte alla realtà. Ci domandiamo chi possa realisticamente pensare di prestare le garanzie necessarie ad un piano economico finanziario che già prima della crisi da Covid era tirato per i capelli. Non da ultimo, contro la costruzione del nuovo stadio, restano valide tutte le considerazioni sulla tutela della vivibilità del quartiere Stadio, a cui purtroppo Sboarina non ha mai prestato grande considerazione».

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