Nuovo stadio, Bertucco: «Peggiora viabilità e vivibilità del quartiere»

Dopo l'approvazione della giunta, il progetto arriva in consiglio comunale dove il consigliere di Verona e Sinistra in Comune darà battaglia insieme a tutta l'opposizione

Rendering del nuovo stadio

Uno stadio nuovo, più piccolo dell'attuale Bentegodi ma con più servizi e a costo zero per il Comune di Verona. È così che l'amministrazione comunale presenta alla cittadinanza il Nuovo Arena Stadium, un impianto ritenuto necessario perché i costi di sistemazione del Bentegodi sarebbero troppo alti ed utile anche a riqualificare il quartiere che con questa nuova struttura otterrà parcheggi, un parco, un museo, un teatro, un asilo e altro ancora.
Il progetto è stato approvato dalla giunta di Verona ed ora dovrà passare in consiglio comunale che dovrà votarne la "pubblica utilità". I passaggi burocratici poi non sarebbero finiti, perché ci dovrà essere poi la firma della convenzione e il bando di gara per il project financing. Infatti, la proposta della Nuova Arena Srl dovrà essere confrontata con altre ipotetiche offerte. Chi poi vincerà il bando potrà costruire lo stadio, di cui sarà proprietario per 40 anni, passando così all'incasso attraverso l'affito dei nuovi spazi. Passati 40 anni, lo stadio diventerà comunale. Tra bando e costruzione dell'impianto, con abbattimento del Bentegodi e senza la realizzazione di uno stadio provvisorio, difficilmente il Nuovo Arena Stadium sarà completato prima del 2022.

In consiglio comunale, però, l'opposizione promette battaglia. Il Partito Democratico si presenterà con più di mille firme raccolte tra i cittadini contrari al nuovo stadio e non è detto che oltre alle firme non possa essere presente anche un nutrito gruppo di questi cittadini tra il pubblico. E tra i consiglieri contrari anche Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune.

La giunta ha licenziato la proposta di delibera per dichiarare la pubblica utilità del project financing relativo al nuovo stadio e i partiti della maggioranza fanno a gara per vantare dei meriti: Sboarina vanta di aver avuto la geniale intuizione mentre la Lega vanta di aver blindato il progetto con il coinvolgimento del Credito Sportivo. In realtà ad oggi il Credito Sportivo non risulta aver scritto una sola riga sul ruolo che dovrebbe svolgere in questa operazione, mentre rimangono irrisolti tutti i nodi relativi al peggioramento della vivibilità e della viabilità di un quartiere già sotto pressione durante i giorni di partita e che vedrà inevitabilmente peggiorare la situazione a fronte delle nuove funzioni, commerciali, ricettive e concertistiche, previste dalla cosiddetta "Nuova Arena di Verona". L’iter scelto da Verona differisce profondamente da quello di altre città dove sono state le società sportive a prendere l’iniziativa a fronte di un bisogno reale e un progetto credibile lasciando il Comune al suo mestiere di tutelare il territorio e i cittadini. La grossa anomalia di Verona consiste proprio nell’essere difronte ad una operazione politica che soprassiede ai dubbi sulla sostenibilità economico-finanziaria del progetto e alla mancanza di presupposti urbanistici. L’area è già satura dal punto di vista commerciale. Per insediare le nuove aree commerciali previste dal progetto ci sarà infatti bisogno di una variante urbanistica che ad oggi manca.

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