Nuovo Stadio, i costruttori ne tessono le lodi ma non convincono tutti

PD e Sinistra in Comune rimangono scettici di fronte alla nuova opera: «Non sarà a costo zero per il Comune»

Rendering del nuovo stadio

Sostenibile dal punto di vista economico, ecologico e sociale; un meraviglioso omaggio all'Arena; un impianto sportivo che garantisca ai tifosi sicurezza e la migliore esperienza possibile nella fruizione dello spettacolo, ma che offra anche maggiori servizi ai residenti, come parcheggi e verde urbano. Il Nuovo Arena Stadium, lo stadio che dovrebbe sostituire il Bentegodi, viene presentato nel miglior modo possibile da coloro che vogliono costruirlo. Le qualità reali e potenziali di questa nuova opera sono descritte in maniera seduttiva e sembra davvero che con un'unica costruzione si possano risolvere tutti i problemi endemici del quartiere.

Ma le parole dei promotori del Nuovo Arena Stadium suonano come il flauto di un incantatore di serpenti alle orecchie delle opposizioni cittadine. I consiglieri comunali del Partito Democratico di Verona Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani dubitano, infatti, che la costruzione sarà a costo zero per il Comune di Verona grazie allo strumento del project financing. «Per tutta la durata della concessione - scrivono - il Comune non incasserà più gli affitti dalle società sportive di Hellas e Chievo, 500mila euro all'anno per 30 anni. Una mancata entrata che significa una perdita secca».
E non è che i due club non pagheranno più il canone, ma lo pagheranno ai concessionari. «E non è chiaro come le società calcistiche coinvolte (solo il Verona, visto che il Chievo si è chiamato fuori) potranno farsi carico di un canone di 2 milioni di euro all'anno quando allo stato attuale non riescono nemmeno ad onorare il debito annuale con il Comune per l’uso della struttura comunale che è appena di 500mila euro», ha aggiunto il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco.

Ma ciò che non convince i consiglieri del PD sono i presunti miglioramenti che il quartiere dovrebbe avere con il nuovo stadio. «L'ingrandimento dei giardini pubblici attorno allo stadio non si traduce necessariamente in aumento della loro fruibilità per i residenti, dal momento che la nuova area verde prevista dal progetto funzionerebbe da cuscinetto tra gli hotel, i negozi e i ristoranti previsti dentro allo stadio e il nuovo capolinea del filobus - scrivono La Paglia, Benini e Vallani - Chiamando dunque le cose con il loro nome, dovremmo dire che quello dei nuovi giardini sarebbe verde di competenza delle strutture ospitate all'interno del nuovo stadio. E opinabile, allo stesso modo, è anche l'adeguatezza e l'utilità del nuovo parcheggio interrato da 800 posti, dal momento che è assai probabile che esso venga messo a pagamento, ed in ogni caso la struttura sarebbe comunque sottodimensionata rispetto ai livelli di saturazione urbanistica previsti dal progetto».
Costruttori a parte, il PD di Verona si concentra sul sindaco Federico Sboarina, il quale sostiene il progetto. «Il sindaco deve ancora trovare il coraggio di incontrare la popolazione del quartiere - concludono i consiglieri democratici - E deve inoltre rendere conto al consiglio comunale e relazionare, come gli viene richiesto da mesi, sui costi che il Comune dovrebbe sostenere nel caso intendesse esplorare l'alternativa di ristrutturare il Bentegodi. Sboarina ha sempre parlato di 4,5 milioni di euro, ma a fronte di quale progetto o di quale stima tecnica? Chiediamo di vedere le carte e di poterle esaminare, sempre che esistano».

Attendiamo che si passi dalle rassicurazioni verbali, alla dimostrazione, con i numeri alla mano, della sostenibilità del progetto - ha chiosato Michele Bertucco - Ma i chiarimenti dovrebbero arrivare prima di impegnare il Comune nell'ennesimo procedimento che potrebbe rivelarsi lungo, svantaggioso e molto costoso.

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