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Politica Centro storico / Corso Sant'Anastasia

Visioni diverse sulla nuova Ztl. Per i contrari «farà morire il centro»

Manifestazione davanti a Sant'Anastasia di residenti e commercianti, con la solidarietà del centrodestra locale. La maggioranza però fa quadrato e difende il provvedimento: «Tiene insieme le necessità di tutte le categorie»

Decine di residenti e titolari di attività del centro storico hanno partecipato sabato scorso, 25 maggio, alla protesta organizzata dalla corporazione degli esercenti del centro storico di Verona contro la nuova Ztl.

Di fronte alla chiesa di Santa Anastasia, i manifestanti hanno chiesto che la città sia accessibile, viva e vivibile, soprattutto il suo centro che per molti già ora è insicuro e semideserto nelle ore serali. Per i contrari alle modifiche, che renderanno meno permeabile la Zona a traffico limitato, Verona corre il rischio di diventare un museo a cielo aperto, con sempre meno residenti e quindi sempre meno botteghe in centro.

E, come annunciato, è stata forte anche la presenza delle forze politiche di minoranza, che hanno espresso solidarietà ai cittadini e ai commercianti che manifestavano. «Si chiudano prima i cantieri del filobus e si ragioni solo successivamente sulle scelte da fare per una giusta convivenza tra residenti, turisti e titolari di attività economiche - ha commentato il leghista Paolo Tosato - No a scelte ideologiche senza equilibrio e senza confronto». Mentre per Flavio Tosi di Forza Italia, la chiusura della Ztl «farebbe morire il centro storico e le migliaia dì attività legate alla cultura e al turismo» con la perdita di «centinaia di posti di lavoro» e una Verona che «diverrebbe ancora più insicura di quanto già sia». E solidarietà è stata espressa anche da Verona Domani che ha ribadito la necessità «di realizzare parcheggi scambiatori, di un sistema di trasporto pubblico efficiente e di agevolazioni per residenti, esercenti e lavoratori del centro».

Infine, durante la manifestazione, si è confrontata con i cittadini la consigliera comunale del Partito Democratico Alessia Rotta, la quale ha difeso l'amministrazione comunale ed ha corretto alcune inesattezze. Il nuovo Piano della Sosta di Verona, infatti, non contiene l'istituzione di una Ztl in Borgo Trento e neanche il divieto di accesso in Ztl per moto e motorini.
Ed anche le consigliere di Traguardi in prima circoscrizione Beatrice Rappo e Chiara Consolo hanno difeso i cambiamenti che l'amministrazione Tommasi intende applicare alla Zona a traffico limitato. «La situazione attuale della città antica è insostenibile, sia dal punto di vista del rapporto fra accessi in Ztl, numero di posti auto e dimensione delle strade, ma anche per quanto riguarda la qualità dell’aria e la vivibilità di un quartiere vocato alla mobilità dolce e oggi ostaggio di un traffico continuo - hanno dichiarato Rappo e Consolo - Il centro storico di Verona è molto più di un centro commerciale: è un luogo vivo e vitale, fatto di botteghe, ristoranti, bar, ma anche di spazi pubblici, monumenti, abitazioni private e servizi turistici. Il nuovo piano della sosta, per noi, è un primo, fondamentale passo per tenere insieme le necessità di tutte le categorie senza lasciare fuori nessuno, tutelando chi ha bisogno di accedere alla città antica ma senza sovraccaricarla con un numero di auto divenuto ingestibile. La maggior parte di residenti ed esercenti è perfettamente consapevole del fatto che un centro storico con meno auto sarà più vivibile, più sicuro, più accessibile e anche più attrattivo per i clienti degli esercizi commerciali. Siamo anche consapevoli che per Verona questa sarà una trasformazione importante, come nel passato lo sono state le pedonalizzazioni di vie e piazze che oggi non riusciremmo nemmeno a immaginare di percorrere in auto, come Piazza Bra, Via Roma o Via Stella. E che questo tipo di cambiamento può spaventare anche chi lo considera necessario e importante per il benessere della città».

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