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Nuova illuminazione di Corso Porta Nuova. «E gli alberi che fine faranno?»

Societa Italiana Arboricoltori, Wwf Veronese, Legambiente, Italia Nostra, Lipu e Verona Polis hanno scritto una lettera al sindaco Sboarina e suggeriscono di realizzare la nuova linea di illuminazione sull'aiuola centrale del viale

Dopo l'illuminazione architettonica di Porta Nuova, sarà la volta di Corso Porta Nuova. «A gennaio partirà la nuova illuminazione, sia sulla parte carrabile che pedonale», ha annunciato il sindaco di Verona Federico Sboarina durante la conferenza di fine anno. E il motivo di questo intervento è che Corso Porta Nuova è «diventato buio per la crescita degli alberi», ha spiegato il primo cittadino.
Ma le piante che fine faranno? Il quesito è stato posto da sei associazioni facenti parte della commissione che ha redatto il regolamento per la tutela del verde pubblico della città.

Le associazioni sono Sia (Societa Italiana Arboricoltori), Wwf Veronese, Legambiente, Italia Nostra, Lipu e Verona Polis ed i loro rappresentanti hanno sotto una lettera indirizzata al sindaco Sboarina, al Comune di Verona, ad Agsm, alla Soprintendenza e alla prima circoscrizione. L'oggetto del messaggio sono i lavori di rifacimento dell'illuminazione di Corso Porta Nuova. Il progetto definitivo è stato predisposto da Agsm e prevede la posa di 69 punti luce. I pali avranno un'altezza variabile da 4,9 a 9,35 metri e saranno ancorati a cubi di calcestruzzo, con lato da 1,2 metri, oltre ai pozzetti di derivazione. «Nella planimetria sono indicate tutte le infrastrutture presenti, ma non è in alcun modo indicata la posizione degli alberi di leccio, che sono la principale componente paesaggistica che caratterizza il viale e che sembrano ricadere proprio sulla linea dei lampioni previsti», hanno scritto Nicola Bussola, Fabio Cortesi, Chiara Martinelli, Marisa Velardita, Chiara Tosi e Alberto Ballestriero, i quali chiedono «come si pensa di salvaguardare gli alberi realizzando un impianto che interferisce sia con le radici, in conseguenza degli scavi, sia con le chiome che dovranno essere potate pesantemente per consentire la diffusione dell'illuminazione».

«Si segnala - si legge a conclusione del messaggio - che i lecci sono già interessati da diverse condizioni ambientali avverse, come tornelli esigui, compattazione del terreno, scortecciamenti da urti accidentali e che l'opera prevista rischia di compromettere la loro conservazione. Anche alla luce regolamento per la tutela del verde pubblico e privato, che prescrive norme precise in merito ai lavori in prossimità degli alberi, si chiede quale motivo impedisce di realizzare la linea di illuminazione passando nell'aiuola centrale del viale priva di alberi».

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