Critiche, repliche e richieste di dimissioni: i commenti politici al nubifragio

Da Roma giungono rassicurazioni che i veronesi non saranno lasciati soli, mentre a livello regionale il dibattito è intriso di campagna elettore. Toni alti, infine, a livello locali

Allagamento a Verona del 23 agosto 2020

Ha avuto un risalto nazionale il nubifragio che ha colpito Verona e la sua provincia domenica scorsa, 23 agosto, e non poteva essere altrimenti, vista l'intensità improvvisa di questo evento atmosferico. Un episodio che ha suscitato tanti commenti politici, i quali inevitabilmente si sono intrecciati anche con la campagna elettorale per le prossime elezioni regionali.

A LIVELLO NAZIONALE

Sollecitate anche dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il quale ha chiesto aiuti celeri allo Stato per permettere a Verona di rialzarsi, non si sono fatte attendere le risposte di chi rappresenta o di chi sostiene il Governo. Il ministro per i rapporti con il parlamento Federico D'Incà (M5S) ha assicurato che: «Da parte del Governo ci sarà una risposta rapida e adeguata per la città di Verona e per i Comuni colpiti dagli eventi calamitosi di domenica. Sono in continuo contatto con le istituzioni per monitorare la situazione legata all'ultima ondata di maltempo. Da parte del Governo, c'è la massima attenzione».
«È chiaro che il governo farà la sua parte, dando tempestivo sostegno alla zone colpite, come ha sempre fatto - ha aggiunto la deputata veronese del Partito Democratico Alessia Rotta - Saranno stanziate le risorse e messe in campo le misure necessarie per dare immediato ristoro a famiglie e attività produttive. Verona e le zone colpite non saranno lasciate sole». Ed il suo collega di partito Diego Zardini ha voluto inviare il suo «forte abbraccio a chi ha subito danni, a chi ha tentato di arginare la furia degli elementi e chi ha dovuto ripulire la casa, il negozio o la strada. Questa reazione immediata e spontanea dei veronesi è motivo di grande orgoglio. Lavoriamo tutti senza sosta per far tornare la nostra città più bella di prima».
«Le immagini che si sono viste a Verona e provincia spingono in una sola direzione: quella della cooperazione a tutti i livelli per far fronte ai danni e per evitare che si ripetano», ha chiosato la veronese Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle.

A LIVELLO REGIONALE

I commenti politici a livello regionale sono intrisi di campagna elettore. L'agone politico ha reso più accesi i toni, con gli antagonisti di Zaia che scaricano sul presidente alcune responsabilità, mentre chi sostiene l'attuale presidente regionale se la prende con il Governo.
La consigliera regionale e candidata per il Partito Democratico Anna Maria Bigon attacca anche perché tra le strutture danneggiate dal maltempo c'è anche l'ospedale di Borgo Trento. «Il pronto soccorso è stato inaccessibile per l'acqua che ne ha invaso gli spazi - ha detto Bigon - Parliamo di una struttura ricostruita pochi anni fa. Una struttura pubblica che dovrebbe essere la più sicura. Come possiamo pensare di avere servizi di eccellenza se le strutture sono dei colabrodo? È impossibile. E poi, Zaia dice che Verona va aiutata? Bene, cominci la Regione a darsi da fare, anzitutto smettendo di negare i cambiamenti climatici, adottando invece politiche necessarie a contenerne l'impatto e invertire la rotta. Visto che questi episodi si ripetono con frequenza allarmante e danni ingenti, crediamo sia indispensabile un Piano Marshall regionale contro il dissesto idrogeologico». Sempre per il PD è candidato alle regionali anche Giandomenico Allegri, il quale ha sottolineato che «quanto accaduto mostra eventi temporaleschi sempre più violenti, segno evidente di un cambiamento climatico in atto, che non si può ignorare. C'è bisogno di un'assunzione di responsabilità collettiva sociale e ambientale e di urgenti contromisure».
Orietta Salemi, candidata di Italia, ha rivolto il suo primo pensiero a coloro che si sono trovati in difficoltà nelle drammatiche ore del maltempo. «Ma non posso non rivolgermi a chi oggi ha responsabilità nella politica locale e regionale poiché serve un impegno vero per una pianificazione che comprenda interventi strutturali e di manutenzione quartiere per quartiere, a partire dalle aree più a rischio - ha aggiunto - La rete fognaria della città è un problema che deve essere risolto una volta per tutte perché non è più accettabile che a ogni evento temporalesco ci siano zone che vanno sotto acqua».
Per Giorgio Pasetto, capolista a Verona per +Veneto in Europa, queste sono «le ore della solidarietà e della collaborazione, mettendo davanti a tutto l'amore per il nostro territorio e la vicinanza ai concittadini così duramente colpiti. I cambiamenti climatici sono prepotentemente sotto gli occhi di tutti e non perdonano nemmeno la più piccola trascuratezza nella gestione del territorio, dei servizi urbani, delle attività edilizie. E nella lista di +Europa ci sono anche gli attivisti di Volt i quali si sono messi a disposizione della protezione civile per aiutare i cittadini veronesi in difficoltà. «Non abbiamo perso tempo e abbiamo subito raccolto le disponibilità e organizzato una squadra di volontari - ha dichiarato il candidato Davide Cremoni - L'alto senso della politica si realizza solo rimboccandosi le maniche e vivendo la realtà».
Hanno espresso la loro solidarietà ai cittadini colpiti dal nubifragio anche i candidati dalla lista Veneto che Vogliamo, i quali hanno commentato: «Il Veneto è fragile anche perché è stato devastato dal cemento». Una posizione che trova in sintonia anche Cristina Guarda, candidata della lista Europa Verde. «Negli ultimi trent'anni Verona ha subito qualsiasi tipo di speculazione possibile - ha detto Guarda - Occorre ora una profonda riflessione sullo sfruttamento del territorio. E in questo senso occorre anche una alleanza tra la Regione e il territorio veronese con tutti i sindaci dell'area contermine al capoluogo per una cabina di regia ambientale e urbanistica per individuare tutte le opere da realizzare tra Comuni e Genio».
Enrico Cappelletti, candidato presidente della Regione Veneto per il Movimento 5 Stelle ha espresso la sua vicinanza ai cittadini colpiti. ed ha aggiunto: «È necessaria una riflessione sul modello di sviluppo futuro che vogliamo dare alla nostra regione. Il dissesto idrogeologico è un pericolo per ogni cittadino veneto in questo momento e usare la parola "ambiente" come spot non basta, bisogna passare dalle parole ai fatti».
Altro candidato alla presidente è Paolo Benvegnù, con la lista Solidarietà Ambiente Lavoro (Sal), una lista «in campo con una proposta di radicale alternativa - ha detto Benvegnù - La radicalità delle contraddizioni dell'epoca in cui viviamo richiedono riposte altrettanto radicali, fieramente contrapposte agli interessi economici dominanti».
Mentre Massimo Giorgetti, di Fratelli d'Italia, ha chiesto «meno burocrazia e procedure semplificate per riparare i danni da maltempo».

A LIVELLO LOCALE

Ma è la politica veronese quella che mostra gli attriti più accesi tra chi difende l'attuale amministrazione e chi la critica, ritenendo il sindaco Federico Sboarina in parte responsabile dei danni provocati dal maltempo.
L'ex sindaco Flavio Tosi ha evidenziato una carenza di prevenzione e manutenzione. «Sboarina si conferma un inutile nullafacente», ha scritto Tosi su Facebook. Mentre Michele Croce di Prima Verona ha definito Sboarina «il sindaco più inetto della storia di Verona». Anche consigliere comunale Tosi Alberto Bozza se l'è presa con Sboarina, scrivendo che la tempesta non si poteva evitare, «ma si potevano limitare i danni». A tutti e tre, Sboarina ha replicato, definendoli «i soliti qualunquisti che pur di farsi notare, danno esempio di cattiva politica. Mentre loro sono solo chiacchiere, noi siamo fuori nelle strade accanto ai veronesi per ripristinare la città». E Bozza ha contro-replicato scrivendo: «Trovo veramente assurdo che nelle ore in cui Verona sta vivendo un simile dramma, Sboarina pensi alle polemiche e agli attacchi personali: io ho solo denunciato le criticità di una scarsa o assente manutenzione: cose concrete da cui dipende la vita dei miei concittadini e per le quali continuerò a battagliare per fare in modo di essere più preparati al prossimo nubifragio».
Al di fuori del centrodestra, il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco ha dichiarato: «È ora che Verona, con l'aiuto della Regione e dello Stato, cominci ad investire sulla sicurezza delle persone e del territorio, innanzitutto portando a termine gli interventi sulla rete fognaria che si attendono da decenni, e in secondo luogo rinnovando i contratti di servizio con Acque Veronesi ed Amia tenendo conto delle nuove necessità e dei nuovi bisogni. Va messo a punto anche un piano del verde che rimedi alla impermeabilizzazione spinta del terreno che, giunti a questo punto, non genera più ricchezza e sviluppo, ma soltanto speculazione per pochi e danni e disagi per tutto il resto della popolazione».
Tommaso Ferrari e Pietro Giovanni Trincanato, rappresentanti del movimento Traguardi, hanno ricordato una delle più violente alluvioni della storia di Verona, quella del 1882. «La città in ginocchio decise di rialzarsi partendo dal ripensamento radicale delle sue infrastrutture, creando nuovi argini e il canale Camuzzoni - hanno spiegato - Ora, seppur per fortuna con danni meno gravi, Verona deve fare lo stesso, trovando la forza e le energie per investire non su facili contentini elettorali ma su interventi duraturi che garantiscano a chi verrà domani una città sicura, bella e resiliente».
La stessa proposta viene dal PD locale che chiede all'amministrazione comunale di uscire dall'«attuale stato di emergenza permanente» per passare a «uno stato di prevenzione permanente, basato sulla cultura della manutenzione ordinaria e della prevenzione del rischio idraulico e del dissesto idrogeologico, sia in città che nelle aree extraurbane».
Infine, le voci anche delle forze politiche non rappresentante in consiglio comunale. Potere al Popolo ha dichiarato: «Verona non può continuare ad essere governata dall'incuria e dall'abbandono: Sboarina e la sua giunta devono dimettersi». E plateale la critica di CasaPound che ha portato un gommone e un salvagente davanti al municipio con uno striscione: «Qui si affoga nelle vostre chiacchiere».

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