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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Nomine: una corsa ad ostacoli. Dopo il Pdl, l'Udc

Se fra gli ex Forza Italia ora si dialoga resta da capire dove andranno i centristi

Per le nomine in Giunta e nelle municipalizzate in Comune si sta affrontando una vera e propria corsa ad ostacoli. Non basta infatti una notizia positiva a rendere piano il percorso del sindaco Flavio Tosi. Ovvero, per essere più chiari, non basta che ci si torni a parlare fra coloro che sino a ieri si facevano la guerra (con l'intento di siglare una pace duratura) per far si che l’annodata questione nomine si sciolga d’incanto. Eh si, perché prima ancora che venga risolto un problema se ne presenta subito un altro. Se, in seguito al segretissimo vertice fra i rappresentati delle due anime che si contendono la leadership fra gli ex-Forza Italia avvenuto venerdì scorso, nel popolo azzurro ci si prepara a trovare un punto di intesa, subito ci si ritrova a fare i conti con la questione-Udc.

La buona notizia per i sostenitori del Pdl, e visto il periodo nel secondo partito veronese pare buono anche quello che è timidamente positivo, è che il confronto che è stato avviato fra il consigliere regionale Giancarlo Conta (che di fatto è il capo dei galaniani, anche se restano da definire i rapporti con il presidente del Consiglio comunale Pier Alfonso Fratta Pasini, che pare essere stato messo all’angolo) ed il sottosegretario Aldo Brancher, che è a capo del gruppo che da lui prende il nome, pare possa essere prodromo di un accordo che accontenterà entrambi. Un accordo che peraltro potrebbe essere prossimo. Perché i rappresentanti delle due anime dovrebbero rivedersi già nella seconda parte di questa settimana, per passare dai discorsi interlocutori alle proposte concrete. Come quelle sulle presidenze di Verona Mercato, qui sembra essere in pole position il contiano di ferro e consigliere provinciale Mattia Galbero, con outsider il presidente uscente Riccardo Caccia che è sostenuto da Fratta Pasini, ed Iciss. Ruolo, quest’ultimo, che secondo gli accordi di tre anni fa spetterebbe a Roberto “Rambo” Bissoli. Bissoli che allora era stato predesignato in quota Udc ma che poi è entrato alla corte di Brancher.


Se con questi candidati ci sarebbe una prima spartizione fra gli ex-azzurri in realtà tali nomine porterebbero però ad uno scompaginamento dei rapporti con l’Udc. Udc che è in maggioranza, che ha perso il suo unico assessore (Alberto Benetti anche lui passato con Brancher) e che Tosi ha confermato di voler confermare nell’esecutivo. All’Udc quindi ora spetterebbero un assessorato, la presidenza dell’Iciss ed una serie di nomine minori, come la vicepresidenza dell’Agec. Una situazione che di fatto è un problema. “Il sindaco ci ha detto di attendere perché prima deve definire i rapporti con il Pdl ma per noi vale il principio che se siamo in maggioranza restano gli impegni che erano stati presi alla formazione della coalizione con a capo Tosi”, dice il consigliere comunale e regionale Udc Stefano Valdegamberi. Un’affermazione che a Palazzo Barbieri viene ritenuta condivisibile, con l’effetto che l’Udc diventa un nuovo tassello di difficile collocazione in un puzzle che continua ad essere di complessa costruzione. Complessa perché, oltre alle questioni relative agli ex-Forza Italia e all’Udc, ci sono in ballo anche le istanze degli ex-An, che vogliono venga rimessa in discussione le presenza in Giunta del loro ex-collega Vittorio Di Dio, passato con Brancher, e rivendicano la presidenza dell’Amt, nella quale ora c’è l’altro ex Massimo Mariotti. L’unica cosa che per ora pare certa è che a queste questioni, così a come alle molte altre collegate, si darà risposta con un unico “accordo-quadro”. Sul come ed il quando, però, forse solo alla fine di questa settimana si saprà qualcosa di più.

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