Nomine e polemiche di mezza estate. Messi in Croce dalle opposizioni: “Careghe restaurate”

Non tutti hanno gradito le nomine negli enti e partecipate decise da Sboarina, finito nel mirino delle critiche al fianco di quello che molti ora definiscono il "sindaco ombra" Michele Croce

«Se qualcuno dei partiti che ci sono oggi, qualsiasi, venisse da Michele Croce e dicesse: "Avvocato, noi sottoscriviamo il suo programma e ci impegnamo a realizzarlo", io la accetterei questa alleanza. Ma questo è impossibile, perché? Perché nel mio programma è prevista l'abolizione di tutti i Cda e quindi di novanta poltrone. Qual è il partito che accetterà l'abolizione di novanta poltrone"».

Così parlò Michele Croce, al tempo della campagna elettorale, l'allora candidato sindaco di Verona Pulita e oggi fresco di nomina alla presidenza di Agsm. A ricordare queste dichiarazioni, con il chiaro intento di sottolineare l'incoerenza politica di colui che in città alcuni ritengono ormai essere il "sindaco ombra", è stato il consigliere comunale Alberto Bozza. Ma la recente ufficialità delle nomine nei vari Cda degli enti e delle partecipate decise dal primo cittadino Federico Sboarina, ha sollevato un vero e proprio ginepraio di polemiche. Le accuse? Incoerenza e abbandono dei valori sbandierati in fase di campagna elettorale, quando al tempo si sentiva parlare ovunque di "merito" e "competenza".

Valori che il nuovo Sindaco di Verona ha giusto ieri voluto confermare quali elementi cardine delle sue decisioni, ma evidentemente non tutti sono d'accordo con lui. Critiche roventi sono arrivate da parte del Movimento 5 Stelle: «Le nomine del sindaco per i vertici delle partecipate e controllate del comune di Verona tradiscono i più elementari requisiti di competenza, professionalità, trasparenza, nonché il rapporto di fiducia tra i cittadini e la parte politica eletta. - ha dichiarato Marta Vanzetto, consigliere e capogruppo dei Cinque Stelle in Comune - L'attuale amministrazione nel secondo consiglio comunale ha bocciato la proposta del Movimento 5 stelle di inserire nello statuto comunale una procedura di selezione dei dirigenti e delle nomine per le partecipate con pubblicazione dei curricula e con selezione pubblica».

In modo altrettanto esplicito e diretto, parlando di "grande abbuffata delle partecipate", ha espresso tutte le sue perplessità sulle nomine il consigliere di Sinistra e Verona in Comune Michele Bertucco: «Diciamo senza tema di smentita che la tornata di nomine nelle partecipate rimarrà tra i passaggi più tristi dell’amministrazione comunale scaligera dal dopoguerra ad oggi. Se in epoca tosiana era stato chiaro fin dall’inizio che le candidature sarebbero avvenute in una logica spartitoria di potere, con la nuova amministrazione gli auspici (o almeno le promesse della campagna elettorale) erano di ben altro tenore. Invece ci troviamo un Enrico Corsi, già plenipotenziario di Tosi per le Grandi Opere, subito defenestrato dal ruolo di vicesindaco, passare da una candidatura probabile a capo dell’azienda dell’energia e del gas, Agsm, ad una nomina ormai sicura a presidente dell’Istituto Assistenza anziani che, mettiamo le mani avanti a beneficio dei tanti utenti, ci auguriamo non abbia alcuna attinenza con le competenze di settore vantate precedentemente».

Particolarmente aspri sono stati anche i commenti a caldo provenienti dal gruppo "Fare!" dell'ex Sindaco Flavio Tosi: «Nelle ultime settimane abbiamo assistito al siparietto delle poltrone tra il leghista ex-tosiano ora salviniano Enrico Corsi e il moralista-moralizzatore Michele Croce. L’ha spuntata colui che in campagna elettorale si spacciava per il “Savonarola delle partecipate". Sì, perché per la seconda volta su due, Croce è stato eletto e per la seconda volta su due Croce si è dimesso dal più nobile ruolo pubblico che si possa ricoprire: quello di Consigliere Comunale. E nel 2012, come nel 2017, Croce si è dimesso solo ed esclusivamente per la carega, quella dell’Agec allora, quella di Agsm ora».

La nota del gruppo dei Tosiani si conclude poi con un suggerimento letterario rivolto a Michele Croce, autore del libro "La rivoluzione dei Veronesi", all'interno del quale presentava il suo programma elettorale: «Attendiamo, in realtà poco fiduciosi, - conclude il Direttivo provinciale veronese di "Fare!" - l’abolizione del nuovo Cda di Agsm che ora Michele Croce presiede.
 Nel frattempo consigliamo all’avvocato Croce il titolo del suo nuovo libro: “La restaurazione delle careghe”».

Sempre contro Michele Croce sono dirette le critiche più virulente dell'esponente grillina Marta Vanzetto: «L'11 giugno i veronesi hanno decretato l'inaffidabilità e l'inidoneità di Michele Croce a governare la città, l'hanno relegato ad un 4,97 % , nonostante da gennaio abbia speso fiumi di denaro per tappezzare la città con il suo volto. Croce, che definiva gli altri come "soliti apparati politici", aveva promesso una opposizione dura in prima persona per 5 anni ed invece non solo egli e i suoi successori eletti hanno tradito gli elettori dimettendosi da consiglieri dell' opposizione, ma addirittura è riuscito ad imporre la sua persona e i suoi uomini all'attuale Sindaco». Infine l'ultima stoccata riservata direttamente al primo cittadino Sboarina: «Alla fine Battiti ha perso e ha dimostrato la sua totale insiginificanza politica: un Sindaco che non è neppure riuscito a nominare in seno al proprio partito e alla propria coalizione le nomine più importanti. Agsm, Veronamercato e Agec vanno al vincitore Croce che i cittadini non hanno scelto. Che cosa c'è sotto, che tipo di patto o condizioni hanno posto in scacco matto il Sindaco? Ad oggi rimane da conoscere solo le intenzioni per Fondazione Arena, contatteremo il "Sindaco ombra" Croce per conoscere il nome del nuovo sovrintendente».

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Che dire? Fortuna che è quasi Ferragosto e la politica in questo periodo di solito va in vacanza.

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