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Martedì, 7 Febbraio 2023
Politica

Nomine in Regione, ancora bocciati i veronesi

Per le presidenze di commissione il solo Bassi sembra avere buone possibilit

I posti che pesano a Venezia sono già stati assegnati da tempo lasciando inevitabilmente polemiche politiche e un folto gruppo di delusi da tali scelte. Per fortuna c’è ancora per loro una possibilità, le cosiddette nomine di seconda fascia, ovvero la promozione da semplici consiglieri regionali a presidenti di commissione a Palazzo Fero Fini. Ma andiamo con ordine. I pretendenti  e indiziati alle ambite presidenze vedono a Verona la bellezza di 4 consiglieri regionali, 2 del Pdl e 2 della Lega Nord. Ecco i nomi che circolano: l’ex assessore all’ambiente Giancarlo Conta, uomo da sempre vicino all’area Galan e rientrato in Regione con le sue quasi 9000 preferenze, risultando però l’ultimo degli eletti della truppa pidiellina scaligera.

La sua vicinanza all’ex Governatore lo accreditava a potenziale assessore della Giunta Zaia, per lui si era parlato di Ambiente o Agricoltura, ma così non è stato. Sembrava allora che per l’architetto veronese fosse scontata la nomina a presidenza della I commissione consiliare, Affari costituzionali e bilancio, considerata probabilmente la più importante tra le 7 di Palazzo Ferro Fini. Adesso voci dell’ultima ora riferiscono di un Conta in difficoltà, che potrebbe perdere anche l’ultimo treno disponibile per una poltrona nella stanza dei bottoni. Pagherebbe infatti le guerre intestine che si stanno giocando su scala regionale tra le varie correnti del Popolo delle Libertà. Rimanendo in casa Pdl,  caso a parte è rappresentato da Davide Bendinelli. Il “golden boy” di Garda, figliol prodigo del sottosegretario veronese Brancher è stata la vera sorpresa delle ultime tornate elettorali con i suoi 25 mila voti. Su di lui in campagna elettorale si erano “affiliati” diversi big ed esponenti di primo piano della politica scaligera, dai brancheriani Pastorello, Venturini e Polato ai componenti della destra sociale di Alemanno, Mariotti e Di Dio e la lista sarebbe ancora lunga.

Lecito aspettarsi per il sindaco gardesano e i suoi numerosi sostenitori una naturale promozione a Palazzo Balbi. E invece nulla da fare, nell’ottica delle spartizioni degli assessorati ha avuto la meglio la componente dei Sacconiani con ben 2 assessori (Donazzan e Sernagiotto) e il presidente del Consiglio (Ruffato), tutto il resto a Galaniani e Lega. Si è parlato a lungo di una forte promozione per Bendinelli, vale a dire la nomina all’affascinante quanto “misterioso” ruolo di Sottosegretario di Giunta. C’è da dire che nella passata legislatura questa figura venne ricoperta dal padovano Leonardo Padrin, ma  tale incarico, ufficialmente un collegamento tra Giunta e Consiglio, non è contemplata nello statuto della Regione Veneto, a differenza della Lombardia dove nella neonata amministrazione Formigoni sono stati nominati la bellezza di 4 sottosegretari regionali. Il neo governatore Zaia è tra l’altro assolutamente contrario alla creazione di tali figure ritenendole inutili e soprattutto costose per la già onerosa gestione della spesa pubblica veneta. E allora? Bendinelli sarà almeno presidente di commissione? Voci provenienti da Venezia non lo indicano tra i favoriti a tale incarico, anzi… Chiudiamo con i leghisti veronesi potenzialmente in ballo per una presidenza: Vittorino Cenci, divenuto consigliere regionale nel 2007 al posto del dimissionario Flavio Tosi, rieletto con quasi 7000 preferenze e da sempre considerato uomo forte della Lega nella bassa veronese, aspirerebbe a tale nomina. Non dovrebbe farcela neanche lui, in quanto rappresenta l’unico veronese eletto nelle Giunta delle elezioni e inoltre le sue materie di competenza riguardano la sanità. Ipotesi irrealizzabile quindi, in quanto l’assessorato proprietario di tali deleghe è già targato Lega Nord con Luca Coletto. Alla fine, quindi, l’unico che sembrerebbe avere buone “chanches” di aggiudicarsi la “governance” di una commissione è il giovanissimo neoeletto Andrea Bassi, ex assessore alla Provincia scaligera. Per lui si parla della presidenza della II commissione consiliare.

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