I democratici: "Il Pd apre la porta agli enti partecipati"

D'arienzo: "Vogliamo dare la possibilità a tanti di presentare le proprie referenze e aspirare concretamente a dare una mano per Verona"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeronaSera

Le prossime nomine del Comune di Verona hanno un rilievo enorme in quanto si tratta di Enti che decidono sul futuro del territorio e dei veronesi e il PD vuole contribuire al  miglioramento dei servizi pubblici locali.

Da qui la necessità di evitare lottizzazioni partitiche e, peggio ancora, indicare persone non competenti ma con la tessera rinnovata.

Il delicato momento impone sobrietà nelle scelte, per non dare la sensazione, come è avvenuto in questi anni, che sulle poltrone siedono gli amici di partito o addirittura di corrente.

Per questo, nel Partito Democratico ho scelto un percorso più lineare, trasparente, pubblico: dare la possibilità a tanti di presentare le proprie referenze e aspirare concretamente a dare una mano per Verona sulla base di tre fattori fondamentali: la trasparenza, la valorizzazione delle conoscenze e delle competenze, la probità.

L'impegno del Partito Democratico è quello di premiare le competenze e il merito. E’ una sfida anche per noi, di rinnovamento e partecipazione.

Sono convinto che Verona abbia estremo bisogno di competenze, sarà il gruppo consiliare a scegliere le persone da proporre, ma il Partito valuterà i requisiti di coloro che intendono candidarsi.

Sarà necessario un curriculum nel quale indicare, tra gli altri, le qualità professionali, le competenze tecniche, giuridiche o politiche-amministrative adeguate alle specifiche caratteristiche della carica, i titoli posseduti, gli incarichi professionali, accademici o in istituzioni di ricerca, le pubblicazioni, l’esperienza politica-amministrativa o di direzione di strutture pubbliche e private, impegno sociale e civile.

I curriculum, oltre ai titoli posseduti, devono contenere elementi informativi circa le competenze maturate connesse alla soluzione di problemi, alle modalità di realizzazione del lavoro, alle vissute esperienze di lavoro in modo integrato con gli altri e ogni altro elemento utile relativamente alle modalità di relazionarsi con gli altri.

Oltre al contenuti dello Statuto e del Codice Etico del Partito Democratico, per i candidati non devono sussistere elementi oggettivi che mettono in dubbio la correttezza e l'onorabilità, procedimenti giudiziari in corso o condanne per reati non colposi, precedenti o attuali rapporti economici e/o professionali con l'Ente per il quale si propongono.

Vincenzo D’Arienzo

Segretario Provinciale PD

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