Sabato, 25 Settembre 2021
Politica San Michele / Via Rosalia Serenelli

Tav Verona. Il caso in Parlamento. Fantinati (M5S): "Opera inutile e dannosa"

Il deputato grillino pronto a interrogare sulle mancanze del piano. Mentre si prendono già in esame le prime osservazioni sul tracciato dell'Alta Velocità

Resta dura la battaglia sull'Alta Velocità a Verona. C'è ancora tempo per presentare delle osservazioni sul tracciato, ma intanto quelle presentate sul primo lotto, da Porta Vescovo a San Michele Extra, sono state esaminate in Comune. Il problema più sentito è quello del restringimento di carreggiata di Via Serenelli, valutato negativamente dalla circoscrizione. I tecnici sono alla ricerca di alternative, ma resta caldo il fronte dei contrari ad un'opera che comunque porterà all'abbattimento di nove edifici, di cui quattro residenziali.

E la questione della Tav veronese arriverà anche alla Camera dei Deputati con il grillino Mattia Fantinati pronto a interrogare i Ministri dell'Ambiente, dei Trasporti e della Cultura, per sapere se sanno che il Piano per la Tav risulta mancante della verifica delle prescrizioni contenute nella delibera Cipe 94/2006 relativamente agli approfondimenti sui siti archeologici e che, in nessun atto pubblico, è presente il formale parere del ministero dei Beni e Attività culturali sul progetto Verona-Padova come previsto dalla delibera. 

"Lo abbiamo sempre detto - scrive Fantinati - il progetto per la realizzazione dell’Alta velocità non solo è inutile, ma rappresenta anche un pericolo, per diversi motivi. Ambientale, perché significherebbe devastare un territorio ricco e prezioso dal punto di vista turistico e agricolo. Economico, perché porterebbe a uno spreco di denaro pubblico immane, per la creazione di un’opera inutile. Gli stessi obiettivi possono essere infatti raggiunti con un potenziamento della linea già esistente, che soffre da tempo gli effetti di una mancata manutenzione".

"E’ un progetto - continua Fantinati - che costerà ai cittadini italiani 60 milioni al chilometro, e lo si sta portando avanti in fretta e furia senza le necessarie autorizzazioni. C’è stata una modifica al piano originario relativo alle zone limitrofe di San Bonifacio e quindi deve essere soggetto alla nuova valutazione di impatto ambientale. Cosa che invece non è ancora stata fatta e come sembra dalle nostre carte a disposizione non se ne voglia tenere conto".

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