Sabato, 18 Settembre 2021
Politica Veronetta / Piazza Isolo

'Ndrangheta a Verona, l'appello di D'Arienzo: "La città respinga i tentacoli mafiosi"

Il deputato del Pd commenta le nuove operazioni dei carabinieri: "Gli sviluppi dell'indagine Aemilia hanno portato ad ulteriori arresti di persone che visitavano regolarmente Verona per i loro traffici"

I nuovi arresti e sequestri operati dai carabinieri nell'ambito delle operazioni volte a contrastare la 'Ndrangheta, hanno infiammato ulteriormente una discussione che negli ultimi tempi sta tenendo banco a Verona: quella relativa alle infiltrazioni mafiose in terra scaligera. Ha pronunciarsi nuovamete sull'argomento, è il deputato del Pd Vincenzo D'Arienzo, che nei giorni scorsi ha firmato anche un'interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro di prendere nuovi provvedimenti visti gli sviluppi delle indagini: 

"Anche oggi Verona è alla ribalta per arresti di affiliati alla ndrangheta che frequentavano il nostro territorio. Gli sviluppi dell'indagine Aemilia che già in gennaio aveva coinvolto aziende e imprenditori veronesi che incontravano amministratori del Comune di Verona, hanno portato ad ulteriori arresti di persone che visitavano regolarmente Verona per i loro traffici.
I segnali, ormai, sono tanti.
Gli intessi economici su alcuni beni di Verona, i pranzi e le cene con politici veronesi e gli incendi ai danni di diverse aziende, sono tutt'uno con l'indifferenza del Comune e del Sindaco Tosi che altro non sa dire che le indagini dei Carabinieri sono fango.
Oltre all'Arma, varie Procure, diverse Direzioni Distrettuali Antimafia e, da ultimo, il Ministro Alfano hanno confermato la presenza malavitosa a Verona. Anche la visita a Verona della Commissione Antimafia non è stata un caso.
Basta far finta di niente. Ne va della nostra sicurezza.
Se è vero che al Ministro chiedo di convocare un Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica sulle infiltrazioni mafiose a Verona, alla città chiedo di respingere i tentacoli della ìndrangheta. E il Sindaco sia in prima fila nella battaglia, anche culturale, per impedirne l'entrata.
Sarei felice di essere smentito e lo spero tanto, ma intanto auspico che tutti coloro che finora hanno minimizzato il pericolo, si rendano conto che non è più consentito far finta di nulla".

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