'Ndrangheta e Amia, le reazioni a Verona: «La giustizia deve fare il suo corso»

L'indagine che ha visto coinvolti l'ex sindaco Tosi e l'ex presidente Miglioranzi ha suscitato le considerazioni dei politici veronesi, partendo dal sindaco Sboarina e finendo con la sua avversaria nel 2017 Orietta Salemi

Un'immagine dell'operazione

«La giustizia deve fare il suo corso e accertare le responsabilità. La nostra città non può essere associata a attività illecite, tantomeno di stampo mafioso. Ho sempre detto, senza mezzi termini, che le mafie di qualsiasi tipo mi fanno orrore, a maggior ragione se hanno a che fare con amministratori pubblici». Sono le parole del sindaco di Verona, Federico Sboarina, in merito all'operazione contro la 'Ndrangheta che ha investito la provincia scaligera e Amia, coinvolgendo anche l'ex primo cittadino Flavio Tosi e l'ex presidente della municipalizzata Andrea Miglioranzi. «A Verona - ha concluso Sboarina - stiamo lavorando per erigere muri invalicabili alle infiltrazioni, proprio pochi giorni fa con il prefetto abbiamo lanciato l'allarme perché l'attuale crisi economica può essere terreno fertile. Dobbiamo fare di tutto per evitare nuove infiltrazioni, ma devono essere estirpate anche quelle vecchie».

TRAGUARDI - Le reazioni a questo terremoto sono state molteplici. Traguardi, con una nota diffusa, ha colto l'occasione per chiedere maggiore trasparenza nell'amministrazione della cosa pubblica: «La notizia dell'operazione antimafia di oggi ci scuote profondamente, perché getta un’ombra pesante sui rapporti di parte dell’istituzioni con le cosche della ‘ndrangheta. Ma al di là delle indagini, che faranno il loro corso e che la nostra cultura garantista ci induce a non commentare, è chiaro che Verona deve iniziare a porsi seriamente, e in maniera collettiva, il problema delle infiltrazioni malavitose. Se gli apparati dello Stato – in primis la Prefettura – sono sempre stati vigili, è la città nel suo complesso che deve aprire gli occhi, per liberarsi da una presenza che negli ultimi anni è penetrata con sempre maggiore violenza nel nostro tessuto economico, sociale e politico. Ammettere la presenza della criminalità organizzata a Verona non è un segno di debolezza, ma il primo passo per permettere alla città di reagire, doppiamente urgente in un momento come questo, con la crisi economica che rende la malavita ancora più forte, grazie alla grande disponibilità di denaro, e decisa a infiltrarsi nel nostro territorio. Non possiamo accettare nemmeno il sospetto di torbide vicinanze tra la ‘ndrangheta e parti della nostra pubblica amministrazione pubblica, Verona reagisca subito con una massiccia operazione di trasparenza per ridare ai cittadini fiducia nelle istituzioni, partendo proprio dalle aziende partecipate, dove spesso si annidano clientelismi e opacità di ogni genere. Traguardi lo ha ripetuto dal giorno del suo ingresso in Consiglio Comunale, ma da oggi lo farà con vigore ancora maggiore. La criminalità organizzata è un parassita che si annida nelle pieghe più buie del nostro sistema, il primo modo per sconfiggerla è iniziare a fare luce». 

M5S - Sempre dall'interno del consiglio comunale di Verona sono arrivate le parole di Marta Vanzetto e Alessandro Gennari, del Movimento 5 Stelle, che non hanno risparmiato anche una frecciata all'attuale maggioranza: «La precedente amministrazione comunale non ha sicuramente brillato per trasparenza e legalità, la vicenda di Giacino aveva segnato le sorti di Tosi, ma la notizia di oggi su Amia colpisce lui e anche indirettamente molti suoi figli politici, compreso l'attuale Sindaco Sboarina. Questi da quando si è insediato ha mantenuto in Amia ( e non solo) lo stesso direttore generale e i dirigenti già assoldati da Tosi, gli stessi che oggi risultano indagati per il sodalizio mafioso emerso con l'ndrangheta. Sboarina ha tradito gli elettori permettendo a Cozzolotto, già condannato per bancarotta fraudolenta nella gestione di altra società dei rifiuti del trevigiano, di gestire l'azienda dei veronesi, ha accettato la nomina di MIglioranzi in altra società partecipata di Amia e si è rifiutato di accettare la nostra proposta di fare un concorso pubblico per scegliere le figure apicali di Amia.
Ci si chiede per quale motivo Sboarina non abbia interrotto il sistema Verona messo in piedi da Tosi scegliendo invece per Amia persone competenti con procedure pubbliche, ci potrebbero essere motivi ancora sconosciuti? Miglioranzi, che pare abbia patteggiato di recente una pena per spese pazze in Amia, è stato accolto a braccia aperte nella compagine politica della maggioranza con Fratelli d'Italia che oggi in comune conta su molti esponenti tra cui l'assessore Polato alle partecipate, anche lui recentemente condannato per altra vicenda.
Questa indagine potrebbe travolgere la destra veronese e il centro destra veronese, che da Tosi in poi ha dimostrato quanto contano gli affari personali a discapito del bene della comunità? Speriamo che le condanne di questa indagine spazzino via tutti gli eventuali politici e dirigenti che dovessero risultare collusi col sistema mafioso».

SALEMI - Ora consigliere regionale, ma candidata a sindaco di Verona con il PD nel 2017, anche Orietta Salemi si è espressa sulla vicenda: «L'operazione contro la 'ndrangheta in corso a Verona è la riprova che il Veneto non è terra vergine da infiltrazioni della criminalità organizzata. Anzi, è un territorio molto ambito per una malavita che qui si è fatta sistema. Sta emergendo un quadro altamente preoccupante che conferma ancora una volta che c'è bisogno di un approccio nuovo e diverso alla gestione delle società specialmente quelle a partecipazione pubblica dove c'è impiego di denaro dei cittadini. La politica deve affrancarsi definitivamente da logiche clientelari perché queste non solo non fanno da argine, ma addirittura rischiano di costituire fianchi scoperti e appetibili per la longa manus della malavita organizzata. Soltanto lo scorso anno è tornato a essere operativo l'osservatorio antimafia della Regione, previsto dalla legge 2012, con l'obiettivo di monitorare e analizzare la diffusione e il radicamento della criminalità organizzata per avviare iniziative e promuovere strumenti di prevenzione e contrasto al fenomeno in Veneto. Dobbiamo ripartire anche da qui, con l'impegno delle istituzioni, per essere al fianco delle Forze dell'Ordine e della Magistratura inquirente nella battaglia contro le infiltrazioni mafiose. Perché legalità è benessere e sviluppo per una comunità».

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