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Sulla spinta del Family Day, nasce a Verona l'associazione Città e Famiglia

La nuova realtà nasce su iniziativa di un gruppo di genitori e professionisti veronesi che s'impegnano a difendere la famiglia. Favorevole invece al ddl Cirinnà la senatrice Puppato

A pochi giorni dal grande raduno del Family day è nata a Verona una nuova associazione. Si chiama Città e Famiglia, il suo presidente è Francesco Domaschio e i vicepresidenti Roberto Castaldini e Michele Ongarelli.

La nuova realtà nasce su iniziativa di un gruppo di genitori e professionisti veronesi che s'impegnano a difendere la famiglia come luogo originario dell’incontro tra un uomo e una donna e fondamento della società. Città e Famiglia è attiva su diverse tematiche: dalla tutela della vita dal suo concepimento alla morte naturale alle politiche per la famiglia, dalla difesa della libertà di educazione per i genitori alla tutela della dignità della donna e della cittadinanza rispetto a emergenze pericolose come la ludopatia.

L’associazione s’impegna a rilanciare il diritto di ogni bambino a nascere e crescere in una famiglia con una mamma e un papà, a difendere il diritto di ogni persona a non essere oggetto di discriminazione, emarginazione e violenza ingiustificate e a promuovere il diritto di ognuno alla libertà di opinione, religione e coscienza. 

Il presidente Francesco Domaschio, presentando l'associazione alla città ha dichiarato: "Da decenni si assiste, in Italia, al tentativo di modificare il fondamento stesso della famiglia, destrutturandola alla radice. Per via legislativa e massmediatica si vuole imporre il riconoscimento di altre forme di convivenza e di unione affettiva tra persone di sesso diverso o dello stesso sesso equiparandole per gli effetti giuridici a quelli tipici ed esclusivi della famiglia, svalutando e svuotando di significato il matrimonio così come stabilito dalla nostra Costituzione".

"La società di oggi, anche quella veronese - continua Domaschio - evidenzia importanti segnali di criticità, che portano grandi disagi alla vita delle persone, e in modo particolare nei giovani. Pensiamo ai problemi delle dipendenze, della ludopatia, dell’educazione, della solitudine. Sono tutti aspetti che coinvolgono in pieno le famiglie e che non possono essere affrontati prescindendo dalla famiglia. Eppure, invece di favorire e potenziare il ruolo della famiglia, lo si sminuisce e marginalizza. Noi crediamo che la risposta sia invece nel riportare la famiglia al centro. Anche con azioni amministrative ed economiche che permettano alle famiglie di svolgere in pieno il loro insostituibile ruolo per la società". 

Ovviamente contraria al ddl Cirinnà la nuova associazione Città e Famiglia, mentre la senatrice veneta Laura Puppato interviene così: "È vero che siamo in un tempo di cambiamenti e che i cambiamenti spaventano, ma mai avrei pensato che nell’ultimo paese d’Europa a non riconoscere i diritti delle coppie omosessuali si scatenasse questo putiferio sul disegno di legge Cirinnà. Credo invece che l’aspetto da cogliere sia il grande desiderio di riconoscimento di amore responsabile che arriva da queste coppie, che con le unioni civili acquisiscono molti doveri oltre che diritti. Il ddl va approvato al più presto".

In Senato, Laura Puppato ha dichiarato: "Sul punto della stepchild adoption io credo che sia giunto il momento di mettere in concorrenza, una speciale, stimolante concorrenza, le varie coppie e i singoli che si propongono per l’adozione di uno o più bimbi, decidendo di dedicare con generosità la loro vita a chi non ha nessuno che si occupi di loro. Ritengo che sia necessario favorire principalmente i genitori che scelgono l’adozione come strumento per dare gioia, cura e affetto a dei bambini abbandonati e soli da qualunque parte del mondo. In questo contesto l’apertura all’adozione darebbe la possibilità di evitare di incoraggiare la pratica della gravidanza surrogata che effettivamente può nascere da un desiderio meno generoso e più egoistico".

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