Nachtburgemeester, perché la polemica del Pd sul sindaco della notte si rivela un autogol

La proposta (che andrebbe ascoltata) della Lega a Verona di creare una figura istituzionale chiamata "Sindaco della Notte" e la replica dei consiglieri veronesi del Partito democratico

Dj-set - foto d'archivio via PalermoToday

«Non sappiamo se la proposta per l’istituzione di una figura denominata "Sindaco della Notte" presentata dalla capogruppo leghista Grassi e dal vulcanico consigliere neo-leghista Velardi sia un messaggio in bottiglia al sindaco Sboarina, che verrebbe così invitato a farsi da parte dopo il tramonto. Il solo pensiero di ritrovarci h 24 con due sindaci di estrema destra ci fa accapponare la pelle, ma siamo disponibili al dialogo se il "Sindaco della Notte" promette di starsene buono a dormire durante il giorno». Così inizia una lunga nota firmata dai consiglieri comunali del Partito democratico veronese Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani. Gli stessi esponenti dem, commentando la proposta avanzata dai consiglieri comunali della Lega Anna Grassi ed Andrea Velardi che hanno presentato e firmato un'apposita mozione al riguardo, subito dopo aggiungono: «Scherzi a parte, possiamo pure prendere quanto di buono contenuto nella proposta di Velardi affermando che sì, come abbiamo sempre sostenuto: arte e musica non possono stare all’interno del regolamento del rumore, ma di una seria programmazione rivolta alla valorizzazione dei talenti. Ci vorrebbe dunque una politica culturale».

Come sostenuto nel testo di una bella canzone funky old school, the second time is so much better, decisamente molto meglio la seconda parte della nota siglata dai consiglieri Pd. Vediamo di intenderci, qui le simpatie (o le antipatie) personali c'entrano poco, ed anche i partiti di riferimento. La proposta avanzata dai due consiglieri della Lega sulla creazione di una «figura istituzionale» nella città di Verona denominata «Sindaco della Notte» meriterebbe, a nostro modesto avviso, di ricevere l'attenzione di tutti gli amministratori locali, purché ci si intenda su cosa questo voglia dire. Magari piace di più detto in inglese, Night Mayor, piuttosto che in olandese Nachtburgemeester (letteralmente il "capo della città di notte", o appunto "sindaco notturno")ma è sul senso di questa figura che bisogna provare anzitutto ad intendersi.

Ammesso e non concesso che il primo firmatario della suddetta mozione, cioè il consigliere Velardi, abbia realmente intenzione di proporsi in prima persona quale "candidato sindaco della notte", ebbene tutto lascia intendere che in una città come Verona avrebbe da ricavarne, più che onori e potere, oneri e magagne. Insomma, fare da mediatore tra le istanze di commercianti, gestori di locali, bar, ristoranti che desidereranno in futuro, quando sarà possibile, vivacizzare la movida del capoluogo scaligero e le lamentele di chi, ad esempio, osteggiava persino un evento come il Carega Jazz Festival (purtroppo poi scomparso), ebbene, ci pare tutt'altro che semplice. Qualcuno, maliziosamente, potrebbe far notare che al consigliere Velardi il jazz non piace, noi in realtà non lo sappiamo se sia così, ma non è questo il punto evidentemente: ben vengano in prima battuta dj-set e festival cittadini di musica elettronica, siamo poi certi che in un clima di regolamentata ma comunque maggiore libertà espressiva, tutti i generi musicali arriverebbero un giorno ad essere accolti nei locali e, magari, anche open air nelle vie di Verona durante l'estate. 

Scarica la mozione "Sindaco della Notte"

Il consigliere comunale della Lega Velardi ha di suo già replicato alla nota del Pd, evidenziando che «avremmo potuto definirlo "Scienziato dell’economia notturna", ma ce ne sono già 450 che non sanno ancora dirci cosa possiamo o non possiamo fare» e poi aggiungendo: «Ma noi amiamo far ridere "i butei bene". Ci preoccupiamo che possano esprimere serenamente il loro famoso "umorismo culturale". Pertanto - aggiunge sempre il consigliere Andrea Velardi nella sua nota - in tempi di snellimento di burocrazia, abbiamo pensato di far la cosa più semplice e normale del mondo. Lo abbiamo chiamato con il suo vero nome: "Sindaco della Notte". Quello giusto». Tra le richieste avanzate dal Pd va ricordato, per onor di cronaca, rientrava anche l'invito rivolto al consigliere Velardi di «darsi da fare affinché l’amministrazione applichi la sua delibera per lo sportello unico dello spettacolo votata due anni fa dal Consiglio comunale all’unanimità dei presenti e che da allora è rimasta appunto lettera morta». Su questo, eventualmente, vi sarà modo per l'esponente della Lega di fornire in futuro pronta replica, ma quel che a noi interessa per il momento è restare focalizzati sulla figura del Night Mayor.

Ora, al netto di tutti i fronzoli, quel che a nostro avviso vi è di realmente importante è questo: in ogni città vi è un'economia legata al mondo della notte che, in determinati ambiti, vale tanto quanto e, in potenza, forse anche più di quella diurna, ma che non trova spesso altrettanta rappresentanza politica nella figura istituzionale del sindaco che ha già il suo bel daffare. Non vi è solo l'economia legata al mondo della notte, vi è ad esempio anche un tema di riqualificazione degli spazi urbani che l'eventuale presenza di festival o eventi ad hoc potrebbe ispirare e suggerire, così come il grande tema della mobilità che, evidentemente, andrebbe a dover essere, forse, non tanto o non solo implementata, ma reinventata nel momento in cui il centro cittadino continui a brulicare di occasioni d'incontro.

Verona è una città strana, perché evidentemente non è una metropoli, ma ne ha le potenzialità attrattive e cercare di seguire i modelli delle capitali europee è senza dubbio il giusto orizzonte. Se per quel che riguarda la movida, la musica e una svolta un filino più libertaria si debba passare attraverso l'istituzione di una figura apposita interna all'amministrazione comunale che funga da referente delle varie istanze, si ingegni per innovare e trovare propositivi compromessi che portino alla creazione di nuovi spazi di divertissement, ebbene, onestamente non vediamo dove sia lo scandalo. Nella ridente Norvegia, in un anno, si calcola che la capitale Oslo conti mediamente 5mila concerti. Ci chiediamo, quanti ne sono stati concessi nei locali di Verona lo scorso anno? Che la proposta di istituire il ruolo di "Sindaco della Notte" arrivi da destra piuttosto che da sinistra, onestamente in un'ottica di rinnovamento interessa ben poco e, piuttosto, pensiamo desti forse più che altro stupore (e magari qualche interrogativo sulla spirito della sinistra oggi), ma sia ugualmente degna di consideraizone. In ogni caso, sarebbe comunque più proficuo impegnarsi pure tra le file del Pd a trovare un candidato, o magari una candidata, poiché di brave musiciste e dj donne anche la stessa Verona è tutt'altro che sprovvista.

Il consigliere Velardi nella sua nota di replica ai consiglieri Pd veronesi allega anche alcuni screenshot di un articolo di giornale dove si parla di Night Mayor. Si tratta di un articolo del 2018 apparso sul quotidiano ilSole24Ore e che, in conclusione, ci pare possa essere effettivamente una buona base di partenza per un sano confronto politico sull'argomento e del quale, proprio per questo, riportiamo di seguito alcuni passaggi. Qui si parla di Mirik Milan, il Nachtburgemeester di Amsterdam dal 2012 al 2018, poi sostituito nella sua carica istituzionale dal successore Shamiro van der Geld

«Oggi la carica della capitale olandese, affidata per elezione all’ex promoter Mirik Milan, ha ispirato una serie di modelli simili nel resto d’Europa e del mondo. Londra e Berlino, per fare un paio di esempi, hanno studiato figure e commissioni che svolgano lo stesso ruolo del "night mayor" olandese. 

[...]

La nomina assegnata a Milan non equivale, ovviamente, al potere politico di un sindaco a tutti gli effetti. Milan svolge però una "funzione istituzionalizzata" di interlocutore sui temi notturni nella veste di presidente della fondazione N8BM A'dam, un’organizzazione indipendente che "realizza e sviluppa iniziative connesse alla nightlife" della capitale olandese.

[...]

Fra le città che hanno avviato sindaci notturni o commissioni per l’amministrazione della nightlife compaiono ad esempio Londra, Berlino, Zurigo, Parigi, Tolosa. Sempre nel 2016 si è tenuto addirittura un Summit internazionale dei sindaci della notte, una due giorni organizzata nella capitale olandese per mettere sul tavolo le priorità dell’amministrazione serale: "Economia della vita notturna", "Salute pubblica e politiche", "Ridefinire gli spazi urbani", "Mobilità in marcia per il sindaco notturno"».

Leggi l'articolo completo su ilSole24Ore

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