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Elena Donazzan (Foto di repertorio)

Elena Donazzan (Foto di repertorio)

Mozione contro l'assessore regionale Donazzan per il caso "Faccetta Nera"

Non una sfiducia, ma una mozione di riserve. Il presidente Zaia ha definito l'episodio «una leggerezza», ma il consigliere Lorenzoni ha replicato: «Non possiamo avere posizioni equivoche verso regimi dittatoriali»

Resta ancora oscurata sui social network l'assessore regionale Elena Donazzan, finita al centro di una polemica che ha avuto risalto nazionale per aver cantato "Faccetta Nera" durante il programma La Zanzara di Radio 24. Ma la dieta dai social è un problema minore per Donazzan, in questo momento, visto che in consiglio regionale è stata presentata dall'opposizione una mozione di riserve. Si tratta di un documento che i consiglieri vaglieranno e voteranno martedì prossimo, 19 gennaio, e in caso di approvazione il presidente regionale Luca Zaia avrà 15 giorni di tempo per comunicare al consiglio se intende o meno estromettere l'assessore dalla giunta. Non si tratta dunque di una mozione di sfiducia, ma è molto simile e l'intento è stato spiegato dai consiglieri regionali del Partito Democratico, i quali insieme al consigliere Arturo Lorenzoni ed ai colleghi delle altre forze di minoranza (Veneto che Vogliamo, Movimento Cinque Stelle ed Europa Verde) hanno sottoscritto la mozione. «Purtroppo non è la prima volta che l'assessore Donazzan si lascia andare a esternazioni del genere: non è una gaffe, bensì un suo convincimento - hanno detto i consiglieri Giacomo Possamai, Anna Maria Bigon, Vanessa Camani, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e Francesca Zottis - Sono comportamenti che gettano anche discredito su consiglio e giunta: va riaffermata la natura democratica e antiautoritaria delle istituzioni, valori che dovrebbe promuovere e difendere chi si occupa dell’educazione dei nostri figli e che sono l’esatto opposto di quello che è stato il fascismo. Passarci sopra, far finta di niente sarebbe gravissimo, uno schiaffo anche alle tante vittime del regime, a pochi giorni dalla Giornata della memoria. In un momento del genere, con le difficoltà sanitarie ed economiche legate alla pandemia, è assurdo ma al tempo stesso indispensabile doverci occupare di chi ha ancora nostalgie fasciste e canta Faccetta Nera».

Dunque non sono bastate le scuse dell'assessore Donazzan, richieste anche dal presidente Zaia e ribadite dalla stessa Donazzan con una lettera inviata oggi ai consiglieri regionali. Una lettera in cui il membro della giunta regionale fa ammenda per la «leggerezza» con cui ha partecipato al programma radiofonico, ma in cui ribadisce «di non aver mai alimentato l'odio, ma di averlo subito». E di leggerezza ha parlato anche il presidente regionale, a cui è stato chiesto un commento durante il quotidiano punto stampa sul coronavirus.
«Quella dell'assessore Donazzan non è stata una semplice leggerezza - ha replicato il consigliere di opposizione Lorenzoni - Non si tratta di mettere in discussione la persona, bensì la necessità di ribadire come sia inaccettabile l'idea che i valori della Resistenza abbiano pari dignità di quelli del regime fascista. Non possiamo, soprattutto se abbiamo responsabilità amministrative, avere posizioni equivoche verso regimi dittatoriali o espressamente contrari alla democrazia e alla libertà delle persone».
Ed anche la Lega, che è partito di maggioranza in consiglio regionale, condanna «fermamente qualsiasi revisionismo. Si tratta di un pensiero che decisamente non ci appartiene», come dichiarato dal capogruppo Giuseppe Pan. Ma il partito della Donazzan, Fratelli d'Italia, chiede a tutti gli alleati di esprimere sostegno al lavoro fin qui svolto dall'assessore. «Non è tempo di polemiche inutili: diamo priorità ai veneti e all’Italia sui bisogni veri», ha detto il consigliere regionale Raffaele Speranzon, capogruppo di Fratelli d'Italia.

Non potrà votare la mozione perché non è in consiglio regionale +Europa, ma il partito ha comunque condannato l'uscita della Donazzan. Silvia Nalin e Anna Maria Zanetti hanno commentato: «In una Regione governata da una giunta sana, Elena Donazzan non sarebbe mai assessore all'istruzione, ma tant'è e questa volta quasi la ringraziamo. Sì, perchè con questa nuova sortita ci ha ricordato che in Veneto quest'assessorato esiste, almeno sulla carta, visto che nel concreto si tratta di un settore fondamentale della vita sociale completamente dimenticato. L'assessora Donazzan ci risparmi le sue cantate nostalgiche e provi a mettersi seriamente al lavoro, restituendo prospettive a migliaia di giovani e di famiglie».

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