Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Mozione anti-aborto in consiglio comunale. Rotta: "Per Verona tempi bui"

La deputata del Partito Democratico interviene sul provvedimento in discussione a Palazzo Barbieri. Il consigliere comunale di Verona Civica Ferrari: "Grave attacco a un diritto delle donne"

È inaccettabile che invece di agevolare la piena applicazione della legge 194 si mettano in votazione mozioni volte a smantellarla che, se fossero confermate, porterebbero Verona a tempi bui per le donne.

Parole della deputata veronese del Partito Democratico Alessia Rotta. Oggi, 26 luglio, alle 17.30 si svolge il consiglio comunale di Verona e in discussione c'è una mozione che ha fatto molto discutere, quella del consigliere leghista Alberto Zelger che ha come oggetto: "Iniziative per la prevenzione dell'aborto e il sostegno alla maternità nel 40o anniversario della Legge 194/1978". Per la Rotta, si tratta di una mozione che mina "l'autodeterminazione e la salute stessa delle donne" e rappresenta "un pericoloso apripista per considerare la maternità una merce di scambio economico e politico-culturale"

Stupisce, poi, che si chieda di proclamare Verona "città a favore della vita" - prosegue la deputata PD - Il miglior modo per tutelare il diritto alla vita è applicare a pieno una legge che negli anni ha cancellato gli aborti clandestini, ha fatto diminuire notevolmente anche quelli legali e ha messo in condizioni le donne di non correre rischi per la salute e per la stessa vita. Invece di chiedere finanziamenti per progetti antiabortisti, si potenzino i consultori previsti dalla legge, con l'ampliamento dell'organico socio-sanitario e l'introduzione di almeno una mediatrice culturale per ogni consultorio.

"Vaga e banale" suona la formula di "città a favore della vita" anche alle orecchie di un consigliere comunale di opposizione, Tommaso Ferrari di Verona Civica. Anche Ferrari attacca la mozione oggi in discussione, una mozione che "in molti suoi punti è un attacco grave ad un diritto di tutte quelle donne che, in un momento delicato e spesso doloroso, non devono essere trattate come reiette - scrive Ferrari - Usare la difesa della vita come strumento per imporre con la forza le proprie posizioni è meschino e tradisce il fatto che l'unica cosa che si vuole tutelare è sempre e solo di natura ideologica. Il fatto che, negli anni, il ricorso all'aborto sia in progressivo calo dimostra che nessuno, nel nostro Paese, lo considera alla stregua di un contraccettivo. Invece di lanciare crociate contro chi sceglie di abortire, la politica, a tutti i livelli, intervenga per sopperire alle condizioni di indigenza, per mettere in campo una reale azione a sostegno della famiglia, per non abbandonare le giovani madri. Perché se le nascite diminuiscono la colpa non è della 194, ma di uno Stato assente che rende spesso impossibile decidere di fare figli".

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