Giovedì, 28 Ottobre 2021
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L'attacco del Movimento 5 Stelle alla Fondazione Arena: "Bocciata dalla Corte dei Conti"

Un comunicato del gruppo guidato da Beppe Grillo annuncia che "I debiti di Fondazione Arena sono ingenti, ma diversamente da quanto il sindaco vuole farci credere la voce di debito più cospicua del passivo patrimoniale: è quella verso le banche"

Dal Movimento 5 Stelle scaligero arriva un nuovo attacco alla Fondazione Arena, ecco la nota diffusa agli organi di stampa:

Con le determine n. 77/2014 e 44/2015 la Corte dei Conti sezione controllo sugli enti lirico sinfonici evidenzia che la Fondazione Arena dal 2011 ha subito una decurtazione dei finanziamenti anche a causa del dimezzamento del punteggio attribuito ai concerti lirico sinfonici nel 2012 e nel 2013 una riduzione di punteggio del 40% per tutte le manifestazioni. ”I debiti di Fondazione Arena sono ingenti, ma diversamente da quanto il sindaco vuole farci credere la voce di debito più cospicua (il 70% c irca) del passivo patrimoniale: è quella verso le banche (€ 10.448.313 ad € 13.290.315, rispettivamente nel 2012 e nel 2013).”- afferma Gianni Benciolini, capogruppo Movimento 5 Stelle.- “Tra i debiti di minore peso ci sono quelli del personale ( compresa previdenza sociale, tributi e sicurezza sociale). E ancora la Corte dei Conti evidenzia che i ricavi da biglietteria nel 2013 furono elevati , inferiori soltanto a quelli della Scala nell’ambito lirico-sinfonico nazionale”.

L’analisi dell’Autorità giudiziale è del tutto contraddittoria rispetto ai dati e alla mistificazione della realtà svolti da parte del presidente Flavio Tosi.

“Infatti, il costo del personale della Fondazione Arena si finanzia ampiamente col botteghino, dato che sottolinea quanto le capacità e i profili professionali degli artisti e del personale abbiano un valore e siano un investimento.  - afferma Riccardo Saurini consigliere M5S -  Il problema del personale esiste, ma non riguarda artisti o tecnici, bensì il sovrintendente e il presidente: le scarse capacità e competenze tecniche del Presidente Flavio Tosi e del Sovrintendente Francesco Girondini rispetto alla Fondazione Arena sono la vera piaga dell’Ente Scaligero.”

Del resto sul profilo di quest’ultimo si legge che il suo ultimo titolo didattico sarebbe quello di Scuola media superiore. Certamente Girondini ha delle competenze e delle capacità, ma lo stato di grave dissesto finanziario in cui versa l’ente e il dimezzamento del punteggio sul programma areniano, che ha inficiato i finanziamenti del FUS, evidenziano la necessità di assumere un Sovrintendente serio con capacità e competenze all’altezza secolare dell’ente areniano scaligero. Le proposte del sindaco, invece, vanno in direzione diametralmente opposta alle necessità della Fondazione Arena.

Continua Gianni Benciolini : “L’idea ricorrente di Tosi di coprire l’Arena evidenzia lo spregio e la totale mancanza di ogni qualsivoglia sensibilità verso il simbolo della nostra città, offende i cittadini scaligeri, trattando un bene storico come fosse lo stadio. Non stupirebbe se proponesse lo svolgimento del derby Verona-Chievo in Arena per fare cassa.”

Quest’anno la stagione areniana è stata fallimentare e alcune rappresentazioni hanno portato solo 3500 spettatori a serata in Arena, allora di chi è la colpa, visto che il sole ci rideva? Degli spifferi? Il cambio di rotta nella programmazione futura, con non meglio precisate “commistioni” di generi musicali, è inquietante perchè questi dirigenti hanno già dimostrato incapacità rispetto alla programmazione artisitica. A dire del Sindaco “la lirica non tira”, tale assunto la dice lunga sul livello culturale di questa amministrazione. Ma la lirica sembra non funzionare solo a Verona, dove sino a poco tempo fa era il fulcro culturale ed economico della città, soprattutto per l’indotto che creava, mentre a poca distanza da qui Venezia rad doppia produzioni e botteghino, il Regio di Torino funziona a meraviglia con la più vasta platea di abbonati nazionali, per poi non guardare ai vari festival italiani( Macerata, Torre del Lago) e stranieri, tutti in crescita e in perenne attivo.

Allora il problema non è la lirica, ma il modo becero con cui è gestita in Fondazione Arena. La mancanza di nuove produzioni e ripresa raffazzonata dei vecchi allestimenti, assenza totale di investimenti sul settore marketing, insomma un neanche troppo lento suicidio che a questo punto c’è da chiedersi se non sia voluto. Questa è l’Arena di Tosi e Girondini, non dei Veronesi e della storia che la precede.

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