Sabato, 23 Ottobre 2021
Politica

Sanzioni sugli studi di settore, Montagnoli si schiera contro Monti

L'onorevole della Lega Nord attacca il governo sull'inasprimento delle pene per chi non dichiara correttamente i propri dati sugli studi di settore: "Governo lontano dal paese reale"

 

"In un momento di grave crisi economica e monetaria che ha avuto gravi ripercussioni anche sul nostro Paese, appare del tutto ingiusto e controproducente decidere di inasprire - come riportato da alcuni organi di informazione in questi giorni - le sanzioni per quei contribuenti che non dichiarano correttamente i dati richiesti per l’applicazione degli studi di settore".
A dichiararlo in un'interrogazione al ministro dell’Economia e delle Finanze e' il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera, Alessandro Montagnoli.
" Chiedo al Ministro - scrive Montagnoli -  se non ritenga opportuno, data la difficilissima situazione economica, rivedere al ribasso le sanzioni previste per l’erronea presentazione degli studi di settore, soprattutto in ragione del fatto che proprio gli studi di settore dovrebbero essere rimodulati sulla base della crisi finanziaria in atto. E' impensabile - prosegue il vicecapogruppo del Carroccio - che in un momento di restrizione economica, aggravata anche dai recenti provvedimenti del Governo volti soltanto ad aumentare la pressione fiscale nei confronti dei cittadini, gli studi di settore rimangano invariati: nessuna azienda, grande o piccola che sia, e' più in grado di mantenere gli standard economici raggiunti anche solo  un anno fa".
"Siamo in recessione, - conclude Montagnoli - gli imprenditori si suicidano perche' non riescono più a pagare dipendenti e fornitori e lo Stato che fa?  E' sordo, cieco e batte cassa: pretende da loro che paghino anche per quegli affari che non hanno mai concluso. Ancora una volta questo governo dimostra tutta la sua distanza dal Paese reale". 
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