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Milano rovina i piani di Tosi sulla segreteria provinciale

Milano rovina i piani di Tosi sulla segreteria provinciale

Milano rovina i piani di Tosi sulla segreteria provinciale

Il sindaco punta su Paternoster, ma il via libera ai parlamentari apre a Bragantini e Montagnoli

La decisione presa ieri dal Consiglio federale della Lega Nord è caduta su Verona come un fulmine a ciel sereno. Da Milano hanno deciso di rinviare il congresso provinciale del Carroccio previsto per domenica prossima e di concedere all’attuale segretario Matteo Bragantini e al sindaco di Oppeano Alessando Montagnoli, entrambi parlamentari, la deroga per potersi candidare alla guida della Lega veronese.

La decisione milanese ha scatenato non poche critiche da parte degli iscritti al partito, in quello zoccolo duro poco incline alle lotte tra fazioni, che voleva andare al voto per riprendere quel percorso politico e amministrativo vicino ai cittadini che in questi ultimi mesi si è un po’ perso. La situazione che si è venuta a creare, adesso, è complessa, soprattutto per il sindaco di Verona Flavio Tosi. Il primo cittadino, infatti, puntava a chiudere la partita in fretta schierando per la segreteria provinciale un pezzo da novanta come Paolo Paternoster, presidente di Agsm, molto apprezzato anche fuori dall’anima tosiana della Lega.

La decisione presa dal Consiglio federale rischia di rovinare i progetti di Tosi per due motivi. In primo luogo si dovrà decidere se continuare a puntare su Paternoster o, diversamente, ricandidare Bragantini. Il primo sembra avere un maggior consenso rispetto al segretario uscente, sia per una maggiore propensione alla concertazione, che l’ha fatto apprezzare anche al di fuori del suo giro, che per il fatto che si tratta del cosiddetto nuovo che avanza. Proprio per questo Bragantini potrebbe decidere di fare un passo indietro, una soluzione che, come sostiene un esponente del Carroccio molto vicino a Tosi, eviterebbe di andare allo scontro, cosa che il sindaco non vuole, con l’altra anima del partito.

Già, l’altra faccia della medaglia, rappresentata dall’onorevole Montagnoli, ma anche dal senatore Federico Bricolo e dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, considera la decisione milanese come una sconfitta per Tosi. Il sindaco di Oppeano, infatti, avrà il tempo per organizzare la sua corsa alla segreteria e lo farà, probabilmente, puntando su coloro che considerano le scelte fatte da Tosi, in materia di nomine alle aziende partecipate, ma anche all’interno della giunta comunale, poco condivise. Inoltre, il tris composto da Bricolo, Martini e Montagnoli può contare anche sull’appoggio di Paolo Menegazzi, candidato della prima ora della frangia contrapposta al quella del sindaco, che sarà il vero elemento di rottura all’interno della corsa alla segreteria.
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