Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Progetto filobus, gli entusiasmi e le smentite. Punge Bertucco: "È ancora un'opera a metà"

Il consigliere: "A 1.269 giorni dal 31 gennaio 2022, data fissata dal Ministero per il termine dei lavori, il filobus è ancora un’opera a metà perché mancano i parcheggi scambiatori e perché molti dei nodi relativi al passaggio nei quartieri non sono nemmeno stati affrontati"

Qualcuno gli darà del "San Tommaso", tanti altri lo considerano un signor "no" indefesso, molti non si preoccupano minimamente di prestargli attenzione politica («conta poco, pochissimo, rappresenta la minoranza della minoranza dei veronesi», si dicono con fare baldanzoso), eppure lui, Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, prosegue con puntiglio e rigore nelle sue analisi della quotidianità amministrativa scaligera. Al centro di una delle sue ultime requisitorie vi è l'annoso progetto di realizzazione del filobus a Verona. Un progetto oramai datato maggio, si dice «maggio», 2007, si dice «2007», vale a dire la bellezza di oltre undici anni fa. Giovedì scorso, il 9 agosto 2018, la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale: il punto di non ritorno è stato superato.  È davvero così? Non per tutti, di certo non per il consigliere Bertucco.

«A 1.269 giorni dal 31 gennaio 2022, data fissata dal Ministero per il termine dei lavori, - argomenta il capogruppo di Verona e Sinistra in Comune - il filobus è ancora un’opera a metà perché mancano i parcheggi scambiatori e perché molti dei nodi relativi al passaggio nei quartieri, sollevati da anni dalle Circoscrizioni in sede di osservazioni, non sono nemmeno stati affrontati. Non si tratta di un puntiglio dell’opposizione, ma di una prescrizione tecnica recepita dalla Provincia di Verona in sede di procedura per l’assoggettabilità del progetto a valutazione di impatto ambientale: i parcheggi ci devono essere e devono essere pronti prima dell’entrata in funzione del mezzo, pena dover lasciare tutti e 39 i vagoni nel garage».

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Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco

Ne ha viste tante a Verona il buon Bertucco, ne ha viste troppe, e allora il suo scetticismo è più di un semplice atteggiamento politico, è una pratica pensante della sua vita activa di consigliere comunale. Eccolo allora rivolgersi con toni di rimprovero ai facili entusiasmi di chi da poco più di un anno occupa i signorili scranni del potere scaligero: «Canta vittoria troppo presto l’amministrazione. - sentenzia Bertucco - Finora è stata sbloccata (per modo di dire) solo una parte della vicenda che si trascina da due lustri. Resta aperta tutta la partita dei parcheggi scambiatori inizialmente previsti alla Cercola e al Saval nell’ambito di due progetti fallimentari e giustamente cancellati come il Traforo delle Torricelle e il terzo centro commerciale a Verona Est. La previsione del presidente Amt Barini a proposito di un inizio lavori fissato per un generico "autunno" fa cadere le braccia se solo consideriamo la complessità degli espropri. Riguardo alla velocità commerciale, molto dipenderà dalle scelte che concretamente verranno fatte. Non risulta infatti che il tracciato sarà in corsia preferenziale al 100%, la quota di preferenziali si annuncia invece piuttosto bassa».

Il caro vecchio Socrate prima di abbeverarsi al boccale di cicuta che gli sottrasse la vita, era spesso paragonato dai suoi concittadini a un "tafano" fastidioso, un pungolatore delle menti degli ateniesi che, alle volte, piuttosto che incontrarlo sulla propria via avrebbero preferito svicolare in qualche altro androne della città. Un rompiscatole, insomma, ma uno scocciatore che talvolta faceva pensare, pronunciava parole scomode e, facendolo, aveva di mira soltanto una cosa: la verità. Vi è stato poi chi gli ha anche rimproverato questo suo amore della verità, in contrasto, si è detto, con l'amore per la vita, ma questa è un'altra storia...

Ci chiediamo invece, vi è del Socrate in Bertucco? E quindi, vi è della verità nelle fastidiose parole del Bertucco socratico? Fortunatamente, nostro non è il mestiere di Giudice, e dunque giudichi il lettore/elettore. Dal canto suo, il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune un'ultima stilettata polemica la riserva nientemeno che al primo cittadino di Verona: «Il sindaco Sboarina rivendica di aver sbloccato il progetto e si dice in discontinuità con l'amministrazione Tosi, - nota Bertucco - ma in realtà sia la Lega che i "casalesi" (da Stefano Casali ndr) hanno partecipato attivamente alla posa della prima pietra del filobus. Posa della prima pietra, - conclude il pungente consigliere comunale - lo ricordiamo, avvenuta più volte a beneficio della stampa e delle televisioni». Non bastava il caldo torrido di quest'estate veronese, ci mancavano pure i tafani... 

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