Bertucco e PD, le strade si dividono. "Ma il mio impegno politico va avanti"

L'ormai ex capogruppo in consiglio comunale è stato sostituito da Luigi Ugoli. Le divergenze con il partito sono sulla riforma costituzionale e sull'opposizione a Flavio Tosi

"È per me motivo di amarezza constatare che questo PD non è, o non vuol più essere, il luogo aperto in cui un qualunque cittadino civicamente impegnato, com’ero anch’io prima che mi venisse chiesto di candidarmi a sindaco, possa seriamente lavorare alla costruzione di una idea condivisa di città senza sentirsi dire che deve farsi piccolo e rinnegare il proprio operato in nome di recondite esigenze di linea politica".

Questo l'inizio dell'intervento dell'ormai ex capogruppo PD in consiglio comunale a Verona Michele Bertucco, sostituito da Luigi Ugoli. Bertucco ha pagato così la sua posizione contraria alla riforma costituzione e la sua veemente opposizione al sindaco Tosi, che invece la riforma la sostiene. Una situazione effettivamente paradossale: la riforma su cui i cittadini sono chiamati a votare il prossimo dicembre è stata fatta dal PD, viene sostenuta dal movimento di Flavio Tosi Fare!, ma non da Bertucco, che in questi anni ha portato avanti un'energica lotta politica dai banchi dell'opposizione dove sono seduti i consiglieri comunali veronesi del PD. Insomma, in un contesto nazionale in cui Tosi e Renzi sono sempre più in sintonia, Michele Bertucco era diventata una figura scomoda. "Ho posto precise questioni riguardanti la ancora totale assenza di un programma politico amministrativo e di un candidato a sindaco - prosegue Bertucco - il che rende evidentemente prematura ogni decisione inappellabile in merito alle alleanze da stringere ad un eventuale ballottaggio e ogni previsione in merito alla possibilità di ricostruire la coalizione di centrosinistra che aveva sostenuto il progetto del 2012. Ho posto inoltre la necessità di essere chiari e conseguenti rispetto al giudizio sull’operato dell’amministrazione Tosi, per cui va esclusa ogni possibilità di alleanza o accordo, non per contrapposizione ideologica ma in considerazione dei danni concreti che ha provocato alla città. In questo senso sono stucchevoli certe acrobazie verbali ('siamo alternativi a Tosi ma antagonisti agli altri') o certe previsioni elettorali fatte passare per verità rivelata allo scopo di accreditare il sindaco uscente come l’unico possibile alleato all’eventuale ballottaggio".

Il PD non vuole escludere del tutto la possibilità di accordarsi con Tosi alle prossime amministrative, ma Bertucco spiega: "Ho combattuto contro la gestione clientelare delle aziende partecipate, contro una gestione del territorio che non ha mai conosciuto una vera discontinuità da come era stata impostata dall’allora assessore Giacino, contro la gestione dei temi della mobilità che vede la città ferma da anni e non ho mai incontrato da parte dell’amministrazione la disponibilità ad un confronto serio e leale a vantaggio di Verona e dei veronesi. Il fatto di aver ottenuto più ascolto in procura che presso la giunta comunale, come dimostra il caso dell’ex vicesindaco Vito Giacino, delfino e successore designato di Tosi, condannato a seguito di un mio esposto, la dice lunga sulla permeabilità al dialogo di questa amministrazione. Malgrado tutto, continuerò a portare avanti il mio impegno civico e politico e riconfermo la disponibilità a collaborare lealmente con quanti condividono l’obiettivo di costruire una città migliore".

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