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Le mazzette sporche di sangue

Le mazzette sporche di sangue

Mazzette insanguinate alle banche, ecco la mossa del Fronte Skinhead

"L'unico denaro che possediamo per ripagare lo stato italiano - ha detto il presidente Caracino - è quello sporco del sangue di un popolo e di una nazione ormai allo stremo"

Un simbolismo spietato, un'azione forte che colpisce come un pugno allo stomaco per far capire alle banche e agli istituti di credito che la situazione è ormai insostenibile. Queste le intenzioni dell'Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads, che ha annunciato dalla sede di Verona di aver inviato diverse mazzette di finto denaro contante, dal valore segnato come “zero euro” a numerosi istituti di credito della zona. Mazzette di banconote macchiate di rosso, a simboleggiare il sangue dei risparmiatori.

“Un'azione simbolica – spiega nel comunicato il presidente dell'Associazione Giordano Caracino, rendendo nota l'iniziativa – per ripagare l'impegno profuso da banche e finanza per affossare il popolo italiano nella miseria e nella disperazione”. “L'unico denaro che però possediamo per ripagare questo debito di riconoscenza – aggiunge Caracino – è quello sporco del sangue di un popolo e di una nazione ormai allo stremo, che stanno spremendo fino all'ultima goccia, per l'arricchimento dei mandatari dei vari Monti, Draghi, Trichet, speculatori vari alla Soros e agenzie di rating”.

Il messaggio è quindi chiaro, il fronte Skinhead chiede di restituire il denaro ai cittadini, dopo che banche e istituti l'hanno strappato a sangue dal popolo italiano. Il simbolismo non può essere più diretto, le richieste non possono essere più chiare. Caracino conclude denunciando “lo stillicidio pressoché quotidiano di cittadini, imprenditori ed operai, padri di famiglia che scelgono il gesto disperato ed estremo del suicidio perché strangolati dai debiti, vessati da un sistema fiscale che è tutto tranne che equo, dalla stretta creditizia che impedisce d'evadere commesse di lavoro e dai ritardati pagamenti da parte dello Stato”.

Ancora nessuna risposta è stata data dai diversi istituti destinatari delle “mazzette insanguinate” o dalle istituzioni, ma sicuramente il messaggio è arrivato a destinazione.

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