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(Foto di repertorio)

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Mascherine in classe, Donazzan contraria. Allegri: «Peggio un figlio intubato»

Sulla riapertura delle scuole, l'assessore all'istruzione del Veneto ha elencato gli errori del ministro Azzolina. A lei ha replicato il candidato al consiglio regionale per il PD

Il complesso riavvio della scuola a settembre è stato l'argomento di una importante riunione delle autorità nazionali avvenuta ieri, 19 agosto. Ma è anche motivo di scontro politico, con la ministra dell'istruzione Lucia Azzolina sempre nel mirino. A criticarla è stata Elena Donazzan, assessore dell'istruzione del Veneto, la quale ritiene che la ministra abbia compiuto «troppi e reiterati errori». E tra questi errori ci sarebbe anche il mancato coinvolgimento delle Regioni proprio nella riunione di ieri.

Donazzan prosegue poi con le mancanze della ministra Azzolina, rea di aver scaricato sui dirigenti scolastici «la responsabilità dell'organizzazione della riapertura, dell'omologazione dei dispositivi e degli arredi, della sicurezza del personale docente e non docente e degli studenti». Tutto questo porterà, secondo l'assessore veneto, ad un caos a settembrem che si sarebbe potuto evitare «se si fosse proceduto con il buon senso e con il confronto. Invece, i nuovi banchi non arriveranno in tempo. E a mio parere il Ministero ha sovrastimato il fabbisogno, sprecando così molte risorse. Altro errore, poi, il numero e l'assegnazione dei docenti, su cui non c’è certezza. E a complicare la situazione è subentrato il repentino cambio di indicazioni sulle prescrizioni da seguire, in particolare il parametro della distanza di un metro da rispettare in classe. Un parametro su cui avevamo definito il piano di riapertura e che sembra oggi essere derogato dal comitato tecnico scientifico, che di fronte al problema del sovraffollamento delle classi e alla carenza degli spazi, non affrontato nei tempi opportuni dal Ministero, ha scelto di cambiare approccio. Infine segnalo il grave problema dell'utilizzo della mascherina. Posso testimoniare che nessun educatore in queste settimane di confronto ha mai chiesto o suggerito di far portare la mascherina ai propri allievi in classe: credo che nessuno possa anche solo immaginare di far indossare ad un bambino o ad un adolescente la mascherina per 6 o addirittura 8 consecutive, facendo così diventare la scuola un inferno asfissiante».

Ma proprio sulla posizione presa dall'assessore Donazzan sulle mascherine, è arrivata la replica di Giandomenico Allegri, candidato per il consiglio regionale con il Partito Democratico. «Una tortura le mascherine? - scrive Allegri - La vera tortura sarebbe avere un figlio intubato in terapia intensiva. La normativa è chiara, le mascherine sono previste solo ed esclusivamente dove non si riesca a rispettare la distanza prevista dai protocolli. Ciò che va garantito è la partenza delle scuole in sicurezza. Lo dico anche a famiglie e alunni, se ci aiutiamo a vicenda con spirito di collaborazione, ce la faremo. La Regione faccia la sua parte, non abbiamo bisogno di assessori regionali che fanno i bastian contrari e creano problemi invece di risolverli».

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