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Mariotti: "Giorgetti? Mai. Appoggiamo Bendinelli"

Mariotti: "Giorgetti? Mai. Appoggiamo Bendinelli"

Mariotti: "Giorgetti? Mai. Appoggiamo Bendinelli"

Colloquio con il presidente di Amt in vista delle regionali del Veneto

“Mi fa sorridere quando qualcuno parla di democrazia e non capisce che per un terzo il Pdl scaligero è rappresentato per un terzo dai voti e dagli elettori della componente di destra sociale”. Così, senza mezzi termini, Massimo Mariotti lancia la stoccata al suo collega di partito Massimo Giorgetti, attuale assessore regionale ai Lavori Pubblici e allo Sport in corsa per la conferma a palazzo Balbi nelle elezioni di fine marzo. “In ogni caso l’esito delle urne darà ragione a chi si è guadagnato la fiducia dell’elettorato di destra”.

Destra. Questa, appunto, sembra essere la parola chiave con cui Mariotti e la “sua” destra sociale appoggeranno come candidato al Veneto Davide Bendinelli, di Forza Italia, abbandonando l’appoggio allo stesso Giorgetti. Nelle parole di Mariotti si fa spazio la delusione di chi “per 15 anni non ha governato da amministratore di destra la Regione”. E aggiunge: “Tra i quattro, importanti, assessori regionali veronesi, nessuno ha mosso un dito per far valere le posizioni a destra. L’elettorato se n’è accorto o se ne accorgerà presto. Da quando Giorgetti si è dichiaratamente messo al fianco di Gianfranco Fini la deriva di Alleanza Nazionale a Verona è stata inarrestabile. Sia per le posizioni più prettamente politiche, sia per quanto riguarda i provvedimenti di politica sociale, come il voto agli immigrati, la fecondazione assistita e la cittadinanza agli stranieri. Posizioni che non condividiamo assolutamente”.

Una spaccatura sempre più accentuata quella tra la corrente “finiana” e la componente di Mariotti che fa capo a Vittorio Di Dio dentro le mura di palazzo Barbieri: “Il nostro appoggio a Bendinelli è dettato dalla capacità e dalla freschezza politica. Credo sia necessario portare in Regione un esponente che rappresenti quei valori andati persi dalla deriva finiana. E ciò che ha tentato di fare Giorgetti in questi ultimi tempi è stato controproducente e ci ha portato a decidere per un vero rappresentante della destra scaligera”. Un fiume in piena, Mariotti, che non lesina altre stoccate agli attuali amministratori veneti, colpevoli, secondo lui di “non aver fatto nulla di buono, per la destra, in 15 anni di politica”.

Un bilancio in negativo secondo Mariotti. Che annuncia battaglia alle urne: “Personalmente ho appoggiato Giorgetti sia nel 2000 che nel 1995 ma ora i discorsi devono dirigersi verso un’analisi dell’operato. Tirando le somme, gli attuali assessori si sono occupati di progetti e opere periferiche rispetto all’indirizzo di una destra capace di far valere la propria storia e la propria cultura: nessuna strada intitolata ai caduti del terrorismo rosso degli anni passati, e scarsa considerazione verso le Forze Armate e dell'ordine. Nulla si è fatto sul piano degli eventi culturali e delle mostre dedicate. Persino la Lega ha dimostrato più riverenza per la propria storia politica. Noi puntiamo alla concretezza e posso dire senza ombra di smentita che Giorgetti non è di destra, o, almeno, non lo è più. Noi invece procediamo decisi, e portiamo sul banco i 1200 iscritti al Pdl. Loro cosa portano? Nulla. Solo scarsa riconoscenza e disprezzo per quelli che per 15 anni li hanno appoggiati. Giorgetti ci accusa di essere scissionisti. Ma siamo orgogliosi di non pensarla come lui”.

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