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Venerdì, 1 Luglio 2022
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Draghi alle scuola medie di Sommacampagna: «Spero prossimo anno senza mascherine»

Il Presidente del Consiglio ha deciso di rispondere di persona alle lettere di alcuni alunni, dopodiché si recherà all'Ossario di Custoza e nell'azienda Masi Agricola di Sant'Ambrogio di Valpolicella

È il giorno della visita del presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi. Nella mattinata di venerdì 20 maggio, il premier incontra gli studenti della 2aD della scuola media Dante Alighieri, che nei giorni scorsi gli avevano inviato alcune lettere (una per ogni alunno).
Draghi dunque ha deciso di recarsi all'istituto per rispondere di persona alla classe, dopodiché l'incontro si sposterà in aula magna.

La visita in provincia di Verona prevede poi la deposizione di una corona di alloro all'Ossario di Custoza e un sopralluogo nell'azienda Masi Agricola di Sant'Ambrogio di Valpolicella.

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AGGIORNAMENTO DELLE 11 - Al suo arrivo alla scuola media di Sommacampagna, Draghi è stato accolto dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, dal sindaco Fabrizio Bertolaso, dalla dirigente scolastica Emanuela Antolini e dalle autorità locali.

Il benvenuto al premier lo ha dato Zaia, aggiungendo: «Mi verrebbe da dire: ben tornato a casa», perché il padre di Mario Draghi, Carlo, era padovano. Un'origine sottolineata anche dal presidente del Consiglio che ha mandato un grande abbraccio ai veneti, dicendo: «Anch'io sono mezzo veneto».

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E nel suo discorso il presidente del Veneto ha voluto mettere in risalto che l'Istituto Comprensivo di Sommacampagna, di cui la scuola media Dante Alighieri fa parte, ha raggiunto il primato nazionale nelle prove Invalsi. Ma soprattutto ha elogiato i bambini e i ragazzi che durante la pandemia sono stati bravi a rispettare le regole anti-contagio. Un aspetto ripreso poi anche da Mario Draghi. «Spero che l'anno prossimo non ci sia più bisogno di mascherine e che la pandemia non torni - ha dichiarato Draghi - So quanto avete sofferto. Alla vostra età è importante stare insieme. Gli insegnanti vi aiutano ad avere consapevolezza, assieme ai genitori, ma anche i vostri amici. Stare insieme aiuta a capire chi siete».

Mario Draghi è poi toccato l'argomento sollevato dagli alunni con le loro lettere: la guerra in Ucraina. «Si deve cercare la pace», ha spiegato il premier, che ha poi riferito della sua telefonata a Vladimir Putin. Con il presidente russo, Draghi voleva parlare di pace, di un cessate il fuoco e di un dialogo con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelenski. «Non è il momento», è stata la risposta di Putin.
Più profucua sarebbe stata la telefonata al presidente degli Stati Uniti Joe Biden, a cui ha chiesto di contattare Putin. «Il suggerimento ha avuto più fortuna perché i loro ministri si sono sentiti», ha riferito Draghi.
Il premier ha poi fatto un esempio per far comprendere agli alunni la situazione attuale. «Chi attacca ha sempre torto - ha spiegato Mario Draghi - C'è differenza tra chi è attaccato e chi attacca. Come quando uno grande e grosso prende a schiaffi per strada uno più piccolo. Ora, quello più piccolo è più grande e si difende dagli schiaffi perché è stato aiutato dagli amici e perché combatte e si difende per la libertà».

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