Contro il dpcm Sboarina è sceso in piazza «ma poi non dà risposte»

Il sindaco di Verona ha portato la propria solidarietà agli esercenti e al mondo dello sport, colpiti dalle ultime limitazioni, prendendosi le critiche di Tosi, Bozza e Bertucco

Sboarina in Piazza Bra durante la manifestazione di Confcommercio

Oggi, 2 novembre, è una settimana esatta dall'entrata in vigore dell'ultimo dpcm del premier Giuseppe Conte, contenente restrizioni motivate dalla necessità di ridurre i contagi da coronavirus. È possibile che il decreto venga superato da un nuovo provvedimento previsto per questa settimana, ma intanto ci siamo lasciati alle spalle sette giorni di proteste, talvolta anche violente. Ma le principali manifestazioni che si sono svolte in Piazza Bra a Verona sono state due: quella degli esercenti di mercoledì e quella del mondo dello sport di sabato. I titolari di bar e ristoranti sono costretti da una settimana a chiudere alle 18 e questo limita i loro affari. Peggio ancora è andata alle palestre e a tutto lo sport dilettantistico e di base, completamente bloccato dal dpcm. Per chiedere di poter aprire liberamente, pur nel rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid, i manifestanti sono scesi in piazza. E sia mercoledì che sabato, in Piazza Bra è intervenuto anche il sindaco di Verona Federico Sboarina, portando la solidarietà della propria amministrazione.

Un atteggiamento ipocrita quello di Sboarina secondo l'opposizione. Con gli esercenti e con gli sportivi, infatti, sono scesi in piazza anche i consiglieri comunali Alberto Bozza e Flavio Tosi, i quali hanno attaccato il sindaco. «Sboarina ad ogni manifestazione in Bra è pronto a scendere in piazza, ma non dà alcuna risposta e non fa alcuna proposta per quanto di sua competenza - ha detto l'ex sindaco Tosi - Dallo scorso aprile abbiamo avanzato a lui e all'amministrazione tutta una serie di proposte per andare incontro anche alle difficoltà economiche con le quali devono lottare gli operatori anche del mondo sportivo e sociale, ma non ha mosso un dito. A distanza di ormai otto mesi nessuno di loro ha avuto qualche contributo e nessuno è stato sgravato da qualche costo».
Ed anche Michele Bertucco ha criticato quella che ha definito «la politica del piagnisteo, dell'inconcludenza, del lamento continuo privo di sostanza e proposta di cui Sboarina è uno dei massimi interpreti in città». Il consigliere di Verona e Sinistra in Comune critica soprattutto la partecipazione del sindaco alla manifestazione degli esercenti. «Dopo aver cercato di arringare la folla contro le decisioni governative dai gradoni di Palazzo Barbieri - scrive Bertucco riferendosi al sindaco -fa partire gli avvisi di riscossione della Tari per imprese e professionisti con scadenza 16 dicembre. Facile protestare contro il Governo che non fa abbastanza per i commercianti. Poi però quando tocca all'amministrazione comunale far qualcosa di buono per le categorie che dice di voler proteggere, se ne sta immobile. Non si potevano fermare quelle cartelle? Che rifiuti avranno prodotto le aziende in questo disgraziato 2020? I vincoli di bilancio ci sono solo per il Comune e non per lo Stato?».

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