Manifestazione "No 194" a Verona, La Paglia: «I fondamentalisti ora gettano la maschera»

La protesta è in partenza oggi dalla stazione Porta Nuova. La consigliera comunale Pd: «Vogliono l'abolizione tout court della Legge 194 attraverso un improbabile referendum»

Consigliera comunale Pd Elisa la Paglia

«Con la manifestazione nazionale convocata a Verona per sabato 14 settembre, gli antiabortisti del Comitato No 194, di cui fa parte anche l’ex ministro e attuale dirigente leghista Lorenzo Fontana, gettano la maschera e si rivelano per quello che sono davvero: dei fondamentalisti che usano la religione e gli stereotipi di genere per fare propaganda politica a favore dell’estrema destra, sulla pelle di donne, bambini e persone con diverso orientamento sessuale». Lo dichiara in una nota la consigliera comunale Pd Elisa La Paglia in relazione alla manifestazione che è prevista in partenza per oggi dalla stazione di Porta Nuova alle ore 15, indetta per l'appunto dal "Comitato No194" presieduto dall'avvocato Pietro Guerini.

«Diversamente dalla posizione assunta in occasione del sedicente Congresso mondiale delle Famiglie, - spiega la consigliera dem Elisa La Paglia - il comitato non è più per la "completa applicazione della Legge 194", come strumentalmente invocava anche la mozione del consigliere comunale Alberto Zelger, ma per la sua  abolizione tout court attraverso un improbabile referendum. L’appello lanciato dal leader del comitato avvocato Pietro Guerini, nulla ha a che fare con un confronto costruttivo sull’applicazione della Legge 194, la libertà e la salute della donna, i diritti dei bambini, la libertà di insegnamento». Una posizione, vale la pena notarlo, quella della "completa applicazione della Legge 194" che è sempre stata rivendicata in passato dallo stesso primo cittadino scaligero Federico Sboarina.

«Alle famiglie servono più servizi, non proclami» sostiene a sua volta la consigliera regionale Pd Anna Maria Bigon depositaria in regione della richiesta per la gratuità dei servizi all'infanzia da 0 a 6 anni, comprendenti nido e materna. «Solo così - aggiunge Bigon - aiutiamo la donna che aspetta un figlio in un momento delicato della propria vita e solo così potremo aumentare la natalità, ribadendo però che la Legge 194 è una conquista di civiltà e un presidio irrinunciabile per la tutela e la salute della donna e della famiglia».

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