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foto Facebook "Nella mia città nessuno è straniero"

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"PassaPorti", anche il Pd aderisce alla manifestazione contro il razzismo a Verona

La mobilitazione è in programma sabato 23 marzo con partenza dalla stazione di Porta Nuova a Verona per ribadire che «non dovranno mai più esserci porte e porti chiusi per le persone che cercano in Europa, in Italia e a Verona condizioni di vita dignitose»

Verona scende in strada contro il razzismo nella giornata di sabato 23 marzo, quando si terrà una mobilitazione organizzata dal cartello di associazioni "Nella mia città nessuno è straniero" e che vedrà i veronesi sfilare in città a partire dalla stazione di Porta Nuova. Lo slogan della manifestazione, rilanciato in vari modi e forme da tutti i partecipanti, sarà «#PassaPorti», allo scopo di ribadire che «non dovranno mai più esserci porte e porti chiusi per le persone che scappano da povertà, conflitti, persecuzioni, mancanza di opportunità e cercano in Europa, in Italia e a Verona condizioni di vita dignitose».

La mobilitazione è stata organizzata nell’ambito della "Settimana d’azione contro il razzismo", promossa come ogni anno in diversi Stati in occasione della "Giornata mondiale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali", fissata in data 21 marzo dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il cartello "Nella mia città nessuno è straniero" è un coordinamento di oltre 60 associazioni veronesi che si propone di promuovere i valori dell'accoglienza, dell'incontro con l'altro, del rispetto e della valorizzazione delle diversità. 

«Il Partito Democratico di Verona con la Segreteria provinciale e cittadina aderisce e partecipa all'evento "PassaPorti – marcia contro ogni forma di razzismo per una città aperta e solidale" in programma sabato 23 marzo». A renderlo noto sono stati per la segreteria provinciale l'esponente Pd Maurizio Facincani e, per quella cittadina, il segretario Luigi Ugoli che, in una nota congiunta, spiegano: «In una città come Verona dove operano, in ambiti diversi, più di una sessantina di associazioni di volontariato in aiuto ai più bisognosi e che ha avuto illustri benefattori, continua, purtroppo, a spirare aria di intolleranza alle diversità. Ben venga quindi la proposta della marcia lanciata dal cartello "Nella mia città nessuno è straniero". Speriamo di vedere sfilare molti veronesi - concludono Ugoli e Facincani - uniti nella richiesta di una città aperta e solidale e nell’affermare che non ci devono essere "porte" o "ponti" chiusi per chi cerca opportunità di una vita migliore, scappando da conflitti, povertà, persecuzioni». 

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