M5S a favore dello Sprar: "Per una gestione trasparente e responsabile"

I consiglieri comunali 5 Stelle di Verona e provincia criticano i sindaci anti-Sprar: "Dimostrano solo ipocrisia e scarsa attenzione per la sicurezza dei loro cittadini"

Il tema della gestione dell'immigrazione e dell'accoglienza ai richiedenti asilo resta tema d'attualità. Si sente ancora l'eco delle richieste di chiusura della struttura di Costagrande da parte di Lega Nord e Forza Nuova dopo il caso del profugo arrestato per rapina a Verona. E resta sempre alta l'attenzione di Pescantina, dove a Villa Vezza è stato allestito un cas.

Su questo tema, il M5S locale ha ribadito la sua posizione, rilanciando l'adozione di programmi Sprar per gestire in modo trasparente e solidale l'accoglienza dei richiedenti asilo.

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La responsabilità politica del problema immigrazione in Italia è dei partiti politici a tutti i livelli istituzionali - scrivono i consiglieri comunali di Verona e provincia - E sono responsabili anche gli amministratori locali che sono rimasti a guardare quando avrebbero potuto dire la loro, accettando poche persone all'interno di un programma Sprar (come consigliato da Anci) che consentiva il controllo del numero dei richiedenti asilo e che avrebbe permesso una ripartizione più equa tra comuni. Ne sono esempio il comune di Grezzana, che si è visto aprire tre centri straordinari e ospita più di 460 persone e Isola della Scala che, ad oggi, ospita 108 richiedenti asilo quando, aderendo allo Sprar, avrebbe potuto co-gestire solamente 28 persone. È un esempio anche Sanguinetto, che prima di aderire allo Sprar aveva ricevuto 80 persone e dopo l'inversione di marcia e la scelta di collaborare vede una graduale riduzione fino a 12 persone. Criticare lo Sprar significa prestare il fianco alle gestioni private, a quel business dell'accoglienza che è nato proprio dal vuoto lasciato dai sindaci. La gestione da parte dei comuni garantirebbe maggior trasparenza nelle spese e maggiori controlli. I sindaci anti-Sprar dimostrano solo ipocrisia e scarsa attenzione per la sicurezza dei loro cittadini. In tutta la provincia sono accolte 2800 persone che, per 98 comuni totali, rappresenterebbero poche decine di persone a capoluogo. Invece si preferisce ignorare i numeri e fomentare il clima d'odio e l'intolleranza che hanno portato anche a episodi di violenza e intimidazione, rendendosi complici di questa crescente tensione sociale. A Verona, e per qualsiasi comune, chiediamo sia gestita l’emergenza in maniera più responsabile, per la sicurezza di tutti.

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