Martedì, 23 Luglio 2024
Politica Centro storico / Piazza dei Signori, 22

Il "governo del cambiamento" non parte e il M5S di Verona scende in piazza

I 5 Stelle hanno organizzato un sit in in Piazza dei Signori: "Il popolo italiano ha perso la sua sovranità". E gli alleati leghisti aggiungono: "In Italia non decidono gli elettori o il Parlamento, ma decide Mattarella"

Domenica 27 maggio 2018 non è stata una domenica come tutte le altre. La giornata di ieri è stata una delle più critiche della politica italiana, un ribaltamento per certi versi imprevedibile. L'alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega sembrava fatta, il presidente del consiglio era stato individuato in Giuseppe Conte, il sedicente "governo del cambiamento" era pronto a partire. Ma alla fine non è partito, dando il via ad uno scontro istituzionale senza precedenti.

Già ieri, prima che succedesse quello che poi è successo, si erano alzati commenti anche a Verona. E gli schieramenti sono apparsi subito evidenti, tra chi difendeva il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e chi invece chiedeva di far partire comunque il governo gialloverde. Alla fine, Mattarella ha fatto la sua scelta e l'ha spiegata. Ha chiesto di sostituire il nome di Paolo Savona dalla lista del consiglio dei ministri del possibile governo Conte. Movimento 5 Stelle e Lega si sono impuntati su Savona e lo scontro istituzionale ha impedito la nascita del nuovo esecutivo. Esecutivo di cui un veronese avrebbe fatto parte. Luigi Di Maio aveva infatti reso pubblica la lista del consiglio dei ministri del governo Conte e nella lista era presenta Lorenzo Fontana, il quale ha commentato:

La Lega ha fatto di tutto per dare a questo Paese un governo che fosse espressione del popolo, ma i poteri forti vogliono imporci un governo delle elite - ha scritto Fontana su Facebook - Una ragione in più per proseguire la nostra battaglia politica con sempre maggiori forza e determinazione, guidati da un leader, Matteo Salvini, che ha dimostrato che cosa significano il coraggio e la coerenza in politica. Oggi è emerso chiaramente che l'Italia rischia di essere in ostaggio se non rialza la testa e se non si fa valere in Europa.

Più duro il commento di un altro parlamentare leghista veronese, Paolo Tosato: "Il voto dei cittadini e del Parlamento non conta nulla, in Italia decide Mattarella".

Il Movimento 5 Stelle veronese ha organizzato per questa sera, 28 maggio, in Piazza dei Signori a Verona un sit in a favore del "governo del cambiamento" e intanto il consigliere comunale 5 Stelle Alessandro Gennari ha commentato: "Il popolo italiano ha assistito alla perdita totale della propria sovranità. Il popolo italiano ha compreso che quando la politica intende difendere se stessa viene meno ogni principio di rappresentatività democratica. A cosa serve indire elezioni se poi la più alta carica dello Stato può tradire la volontà del proprio popolo? La richiesta di impeachment è necessaria".

IL PD LANCIA UN SIT-IN A FAVORE DI MATTARELLA

Alzano gli scudi contro Mattarella e attendono gli esiti dell'incarico che il Presidente della Repubblica intende dare a Carlo Cottarelli le forze politiche che non facevano parte del governo del cambiamento. La deputata veronese del PD Alessia Rotta ha scritto: "Salvini ha deciso di affossare il governo e tornare alle urne in un clima di perenne conflitto e scontro con le istituzioni, per lucrare consenso e mangiarsi anche quello di Di Maio. Di dare risposte agli italiani non gli è mai importato nulla".

Infine, anche le forze economiche si fanno sentire. Il presidente dalla Cai (Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani) Gianni Dalla Bernardina "esprime forte preoccupazione per la situazione convulsa che si è venuta a creare. L'agricoltura, così come l'intero Paese, attende soluzioni rapide per superare uno stallo che dura da quasi tre mesi. Spiace che il professor Conte, primo ministro designato, non sia riuscito a formare il governo e sorprende come le giuste attenzioni con le quali i paesi europei osservano l'evolversi dello scenario italiano siano forse travalicate in messaggi un po' troppo pressanti nei confronti di una democrazia come quella italiana".

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