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Zaia e la Catalogna: "Nostro referendum nella legalità, io non giustifico mai la violenza"

"Io non giustifico mai la violenza, - ha dichiarato Zaia - dico però che il popolo va rispettato". Duro il commento dell’europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto: "Vietare con le armi il voto democratico dei cittadini catalani è degno dei peggiori regimi dittatoriali sudamericani"

«Per quel che ci riguarda come Veneto no, noi siamo nella legalità e facciamo un referendum che è concesso da una sentenza delle corte costituzionale e quindi rispettoso della Costituzione». Così il governatore del Veneto Luca Zaia, intervistato a In Mezzora, alla domanda se tema qualcosa di simile a quanto accaduto in Catalogna per l'Italia.

«In Catalogna abbiamo visto immagini che non avremmo mai voluto vedere, una bruttissima pagina di storia della Spagna. E l'Europa è assente, le istituzioni europee non hanno nulla da dire su quello che sta accadendo. Con questa repressione violenta di un popolo pacifico che vuole soltanto esprimere le proprie idee la Spagna ricade a pié pari nel franchismo», aveva detto precedentemente il governatore leghista. «Questo processo - ha aggiunto - non è solo catalano, è un movimento di popolo. Io non giustifico mai la violenza, dico però che il popolo va rispettato e un governo non può dire "cosa sta succedendo?"».

Durissimo l'intervento sulla questione da parte dell’europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto che, ha fatto sapere, chiederà al Parlamento Europeo riunito a Strasburgo una discussione urgente sul caso Catalogna. «Vietare con la forza e con le armi il voto libero e democratico dei cittadini catalani è degno dei peggiori regimi dittatoriali sudamericani. Madrid, il Governo Rajoy e la UE sono responsabili di un vero e proprio attentato alla democrazia e ai diritti civili del popolo Catalano. La violenta repressione e la sospensione delle libertà civili messe in atto dal Governo Rajoy rappresentano uno scandalo inaccettabile. Domani, durante la seduta Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, chiederò formalmente una dura e chiara condanna da parte dell’Europa: vedremo se il Presidente Tajani e le anime belle dei Popolari e dei Socialisti europei, che si riempiono la bocca in modo ipocrita dei valori della democrazia, avranno il coraggio di condannare l’oppressione spagnola».    

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