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Eletto presidente della Camera dei Deputati il veronese Lorenzo Fontana

Nel suo discorso ha ringraziato i colleghi e ha parlato di autonomie, un passaggio apprezzato dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia

Il veronese Lorenzo Fontana è stato eletto presidente della Camera dei Deputati. Il 42enne leghista è stato scelto dalla maggioranza dei deputati alla quarta votazione ed è stato proclamato dal presidente provvisorio Ettore Rosato.

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I votanti sono stati 392 e a Fontana bastavano 197 voti per essere eletto presidente. Ne ha ottenuti 222, anche se pare che la maggioranza di centrodestra se ne aspettasse almeno 15 in più. Segno che, come per l'elezione di Ignazio La Russa a presidente del Senato, anche per quella di Fontana la compattezza del centrodestra non è sembrata solida. Gli altri voti sono andati a chi era stato scelto dalle minoranze: Maria Cecilia Guerra per il PD ha ottenuto 77 preferenze, Federico Cafiero de Raho per il Movimento 5 Stelle ne ha prese 52 e Matteo Richetti di Azione e Italia Viva è stato votato da 22 deputati. Le schede disperse sono state 2, le schede bianche 6, le schede nulle 11.

«Onorevoli colleghi, è con forte gratuitudine e grande commozione che mi rivolgo a voi per ringraziarvi per la fiducia espressa nei miei confronti», ha esordito Fontana nel suo discorso dopo l'elezione (qui il video). «La Camera rappresenta le diverse volontà dei cittadini - ha poi aggiunto - La nostra è una nazione multiforme con diverse realtà storiche e territoriali che l'hanno formata e l'hanno fatta grande. La grandezza dell'Italia è la diversità e l'interesse dell'Italia è sublimare le diversità».
Fontana, nel suo discorso, ha poi salutato Papa Francesco, sottolineando la sua «azione diplomatica a favore della pace». E riagganciandosi al tema delle "diversità" ha evidenziato l'importanza delle autonomie. «Il pluralismo delle istituzioni e nelle istituzioni rafforza la democrazia e la società - ha detto il nuovo presidente della Camera - Dalle risposte che daremo dipenderà la qualità della democrazia. La legislatura che sta iniziando dovrà riaffermare il ruolo centrale del Parlamento come luogo delle decisioni politiche».

Proprio il passaggio sulle autonomie è stato apprezzato dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che ha commentato: «Fontana è partito con il piede giusto. L'autonomia è una riforma prevista dalla Costituzione e non un atto sovversivo come qualcuno si ostina ancora a descrivere. Ben venga questa impostazione. E sono orgoglioso che un veneto sia seduto sullo scranno più alto di Montecitorio. Faccio i miei complimenti per l’elezione e i sinceri auguri di buon lavoro al neo presidente della Camera dei Deputati, al quale rivolgo da subito la completa disponibilità istituzionale della Regione».

Ma gli insoddisfatti dell'elezione di Lorenzo Fontana si sono fatti sentire subito. Già a Montecitorio è stato esposto uno striscione con la scritta: «No a un presidente omofobo pro-Putin», rimarcando alcune simpatie ideologiche espresse in passato da Fontana per la Russia di Vladimir Putin. E a Verona, il membro di Azione Massimiliano Urbano ha giudicato «sconveniente e fuoriluogo» l'elezione del leghista a presidente della Camera. «È stato il maggior sostenitore di una delle pagina più ingloriose per Verona: il Congresso Mondiale della Famiglia del 2019 - ha detto Urbano - È un ultracattolico con un livello d'apertura mentale che non va oltre il Concilio di Trento. È un putiniano euroscettivo convinto, già grande estimatore di Alba Dorata. Che un profilo del genere possa assurgere allo scranno della Presidenza della Camera dei Deputati rappresenta al meglio l'esorbitante livello d'inadeguatezza in cui versa questo tipo di destra estrema e retrograda, in realtà indegna a ricoprire ruoli apicali nelle istituzioni».

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