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Lorenzo Fontana propone su Facebook: "Abroghiamo la legge Mancino"

Nuovo intervento che farà discutere del ministro per la Famiglia, questa volta sulla legge entrata in vigore nel 1993 per contrastare i crimini a sfondo razziale e legati ad ideologie di stampo nazifascista

Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano.

È questa l'ultima uscita  su Facebook del ministro veronese per la Famiglia Lorenzo Fontana, che partendo dal caso relativo a Daisy Osakue, mette nel proprio mirino la legge entrata in vigore nel 1993 per contrastare i crimini a sfondo razziale e legati ad ideologie di stampo nazifascista. 

Per il ministro leghista dunque non esiste in Italia "un'emergenza razzista", mentre il giornalista Luigi Mastrodonato su Twitter ha diffuso una mappa delle aggressioni razziste avvenute dal giorno d'insediamento del Governo ad oggi. 

LA LEGGE MANCINO

Cosa prevede la Legge Mancino? L'articolo 1 del provvedimento entrato in vigore nel 1993, punisce con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro "chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico", oppure, "istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; chi in qualasiasi modo "incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi" rischia inoltre "la reclusione da sei mesi a quattro anni".

L'articolo 2 stabilisce inoltre che "chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli" di associazioni che incitano alla discriminazione razziata o religiosa "è punito con la pena della reclusione fino a tre anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila." Inoltre lo stesso articolo vieta la propaganda fascista e razzista negli stadi.

L'articolo 4 punisce con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000 "chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni.

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