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Ora "Liberi E Uguali" è presente anche nel Consiglio regionale del Veneto

"Come dice il Presidente Pietro Grasso penso anch’io che serva un'alternativa e che tocchi a noi offrire una nuova casa a chi non si sente rappresentato", ha detto il consigliere Piero Ruzzante

Ho comunicato al Presidente del Consiglio Regionale il cambio di denominazione: da oggi Liberi E Uguali esiste ufficialmente anche nel Consiglio regionale del Veneto, dopo che nei giorni scorsi i gruppi parlamentari hanno adottato la nuova sigla.

Queste le parole pronunciante la scorsa settimana dal consigliere regionale Piero Ruzzante, il quale ha annunciato che la componente politica "Articolo UNO – Movimento Democratico e Progressista", in seno al Gruppo Misto del Consiglio Regionale del Veneto, ha modificato la propria denominazione in "Liberi E Uguali".

Come dice il Presidente Pietro Grasso penso anch’io che serva un'alternativa e che tocchi a noi offrire una nuova casa a chi non si sente rappresentato. In Veneto questo significa proporre un’alternativa a Zaia, alla Lega e a Forza Italia che governano la nostra regione da più di vent’anni peggiorando le condizioni materiali della stragrande maggioranza dei veneti.
Anche in Veneto – prosegue Ruzzante – il nuovo movimento Liberi E Uguali si pone l’obiettivo di difendere e sostenere il lavoro, la scuola, la sanità, una vera parità di genere e di rappresentare le nuove generazioni sempre più marginalizzate dalle politiche neoliberiste: nella nostra regione negli ultimi anni la forbice delle disuguaglianze si è allargata in misura inaccettabile. L’1% dei veneti più ricchi ha continuato ad aumentare la propria ricchezza, mentre tutti gli altri si vedevano tagliare servizi e si impoverivano: questo dipende da scelte politiche precise, che in Veneto sono state portate avanti dalla Giunta Zaia. Lega e Forza Italia hanno scelto di usare il bilancio regionale per trasferire risorse da chi sta in basso a chi sta in cima alla piramide. Hanno scelto di cancellare l’addizionale Irpef anche ai redditi più alti e, al tempo stesso, di tagliare servizi di cui beneficiano tutti i cittadini veneti e in particolare le fasce più deboli: durante la discussione sul bilancio la proposta di Liberi E Uguali è stata di introdurre un’addizionale Irpef al 2,1% per i 63 mila veneti con reddito superiore a 75 mila euro, ma Zaia l’ha detto chiaramente: i ricchi devono restare tax-free. Meno servizi per molti, meno tasse per pochi, questo lo slogan di Zaia. Risultato? Nel 2015 il Veneto ha smesso di essere la locomotiva d’Italia, registrando un tasso di crescita del Pil più basso del Paese. Tasse più giuste e progressive, per essere davvero tutti liberi e uguali: è uno slogan di giustizia sociale ma anche di crescita economica.

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