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Veneto approva all'unanimità legge per parità retributiva tra donne e uomini

Saranno investiti 100mila euro in interventi a favore di aziende che aiutano il lavoro e la carriera delle donne. E sarà anche istituito il Registro delle Imprese Virtuose

Uomini e donne che svolgono lo stesso impiego devono avere la stessa retribuzione e la stessa possibilità di fare carriera. Un principio semplice che purtroppo non viene quasi mai applicato nella realtà. E per questo il Veneto ha deciso di intervenire. Il consiglio regionale ha infatti approvato all'unanimità la proposta di legge presentata dalle consigliere Vanessa Camani e Silvia Cestaro.
La nuova regge regionale s'intitola «Disposizioni per la promozione della parità retributiva tra donne e uomini e il sostegno all’occupazione femminile stabile e di qualità» e prevede lo stanziamento di 100mila euro per interventi che premino le aziende che aiutano e favoriscono il lavoro e la carriera delle donne e per impostare campagne e azioni pubbliche a sostegno dell'occupazione femminile.
La Regione dovrà inoltre istituire il Registro delle Imprese Virtuose in materia retributiva di genere, al quale potranno iscriversi imprese pubbliche e private, compresi i liberi professionisti, che rendano trasparenti i dati sull’occupazione, su inquadramento, retribuzione e formazione dei propri dipendenti e sugli interventi attuati per ridurre il divario di genere, tutelare la maternità e contrastare abbandoni, part time involontari e dimissioni in bianco, nonché per prevenire e contrastare molestie sui luoghi di lavoro. L'iscrizione al Registro consentirà alle imprese di accedere ad agevolazioni e benefici economici, oltre che a benefici reputazionali.
La legge prevede ancora la stipula di protocolli di intesa con università e centri di ricerca e specifici percorsi formativi finalizzati a colmare il divario di competenze e rivolti a donne disoccupate o in cerca di prima occupazione.
Sul sito internet della giunta regionale dovrà inoltre offrire un'apposita sezione dove trovare avvisi, bandi e informazioni utili a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, pubblico e privato, nonché a diffondere le opportunità di formazione per le donne.
Sono anche previste campagne informative e di sensibilizzazione per promuovere l’occupazione femminile e la parità retributiva nel mondo del lavoro, d’intesa con le parti datoriali e quelle sociali, e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, anche attraverso la riorganizzazione dei servizi, pubblici e privati.
E tra due anni la giunta dovrà relazionare al consiglio regionale su quanto attuato e sugli obiettivi conseguiti.

«Una legge necessaria che deve essere un punto di partenza e non di arrivo, perché la strada da fare è ancora lunga. Intanto, però, abbiamo messo un tassello importante e ringrazio il consiglio per l’appoggio trasversale con l’approvazione all’unanimità», ha commentato la consigliera del Partito Democratico Vanessa Camani.
«Dal Veneto è partito un segnale dì civiltà e di attenzione per evitare anche la più minima forma di discriminazione - ha dichiarato il presidente della Regione Luca Zaia - La parità tra uomo e donna non deve essere materia di discussione ma di atti concreti, e questo lo è. Ritengo che il registro per le imprese virtuose, che aiutano e sostengono il lavoro delle donne e la loro carriere, alle quali vengono riservati dei contributi, sia uno strumento utile e significativo, anche per sostenere la crescita del pianeta donna nelle imprese».
«Ho visto con favore questo provvedimento di legge perché, di fatto, ricomprende dal punto di vista normativo e, quindi, con una visione di armonizzazione, le tante iniziative che in questi anni sono state promosse dalla Regione», ha concluso Elena Donazzan, assessore regionale a istruzione, formazione e lavoro con delega alle pari opportunità.

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