Lega: soldi per Venezia dopo l'acqua alta e raccolta firme contro il Mes

I consiglieri leghisti del Comune di Verona: «Abbiamo deciso di devolvere il fondo del gruppo consiliare della Lega al Comune di Venezia. Ci auguriamo che anche altri amministratori contribuiscano alla causa»

Acqua alta a Venezia (Foto VeneziaToday)

Iniziativa di solidarietà per Venezia da parte dei consiglieri comunali veronesi della Lega.

Quest'anno abbiamo deciso di devolvere il fondo del gruppo consiliare della Lega al Comune di Venezia che ha istituto un conto corrente per la straordinaria alta marea di metà novembre - hanno dichiarato Anna Grassi, Thomas Laperna, Paolo Rossi, Alberto Zelger, Laura Bocchi, Vito Comencini, Roberto Simeoni e Andrea Velardi - I veneziani hanno da dimostrato il loro spirito pratico e devolvendo i soldi direttamente al Comune di Venezia abbiamo la certezza che andranno a chi ne ha più bisogno. Pure Verona, un anno fa, è stata colpita dal maltempo e come amministrazione sappiamo cosa vuol dire dover fronteggiare a situazioni di crisi meteorologica straordinaria. Venezia è patrimonio mondiale dell'umanità e le immagini dell'ultimo mese hanno fatto il giro del mondo e ovunque hanno raccolto fondi a significare che Venezia è nel cuore di tutti e non solo dei veneziani e dei veneti. Con questo piccolo gesto ci auguriamo che anche altri amministratori contribuiscano alla causa.

Ma la Lega, ieri e oggi, 7 ed 8 dicembre, si è mobilitata anche contro la riforma del Mes, il meccanismo europeo di stabilità meglio noto come fondo salva-stati. Si tratta di uno strumento finalizzato alla salvaguardia dei paesi europei nel caso in cui uno di questo paesi fosse in crisi. Per la Lega, le modifiche hanno trasformato il Mes in un fondo "ammazza-stati" e per questo sono stati allestiti dei gazebo in tutta Italia per raccogliere le firme di tutti i cittadini contrari a questa riforma.
In Veneto sono state raccolte ieri 30mila firme, ha dichiarato il commissario veronese della Liga Veneta Lorenzo Fontana. «La partecipazione esprime la forza di un popolo unito che vuole tutelare gli interessi del Veneto e del Paese, contro un governo che preferisce rispondere alle cancellerie di Parigi, Bruxelles e Berlino», ha aggiunto Fontana.

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