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La Lega contro gli «atti vandalici» sui cartelloni antiabortisti: «Attacco a pluralità di pensiero»

Consiglieri comunali leghisti parlano di «attacco vergognoso ed estremista alla democrazia»

Dopo la comparsa di alcuni manifesti in diversi luoghi della città di Verona, per promuovere la campagna contraria all'aborto promossa tra gli altri dall'associazione "ProVita", si erano levate le proteste da parte dei componenti e delle attiviste di Non una di meno Verona. I cartelloni affissi in città definiscono l'aborto «una sconfitta», sottolineando che al contrario «chi sceglie la vita vince sempre». Chi, evidentemente, non condivide tale impostazione del problema ha operato alcune "modifiche" sugli stessi cartelloni, trasformando il senso delle frasi ivi contenute in «l'aborto è un diritto» e «chi sceglie vince sempre», evidenziando cioè il carattere prioritario della libertà di scelta del singolo, in questo caso della singola donna, dinanzi alla possibilità di portare avanti o meno una gravidanza che, va de sé, può talvolta essere indesiderata per le più svariate motivazioni.

Resta il fatto che, naturalmente, alle polemiche non sono mancate a Verona le contro-polemiche, su di un tema che in città è storicamente tra i più divisivi di sempre. A muoversi compatto in difesa dei cartelloni dell'associazione "ProVita" è stato così il gruppo consigliare a palazzo Barbieri della Lega, attraverso una nota ufficiale: «Negli ultimi giorni è partita la campagna pubblicitaria dell’associazione "ProVita" con l’affissione di alcuni cartelloni a sostegno delle nascite. I cartelloni sono stati purtroppo presi di mira dalle esponenti di un'associazione che si definisce femminista che li hanno imbrattati, insultando il lavoro di tutti coloro che ogni giorno si battono democraticamente per i propri ideali. Il solito pensiero a senso unico che come Lega cerchiamo di combattere su più fronti».

Così si sono espressi i consiglieri comunali della Lega Anna Grassi, Laura Bocchi, Vito Comencini, Andrea Velardi e Alberto Zelger, i quali fanno poi sapere di condannare fermamente quelli che definiscono «atti vandalici, che non sono altro che un attacco vergognoso ed estremista alla democrazia e alla pluarlità di pensiero». Gli stessi consiglieri leghisti poi aggiungono: «Troppo spesso si inneggia alla libertà della donna pensando che la libertà sia solo una, alcune possono dire ciò che pensano e altre invece devono subire atti di violenza o vedere il proprio volto imbrattato: dietro quei manifesti, oltre al messaggio di una associazione, c’è una donna che ha deciso di metterci la faccia liberamente».  Anna Grassi, Laura Bocchi, Vito Comencini, Andrea Velardi e Alberto Zelger quindi concludono nella loro nota: «Ribadiamo quanto già detto in occasione della 43esima "Giornata della Vita": la vita umana è un valore, la maternità va sostenuta e come politici dobbiamo impegnarci il possibile per rimuovere le cause che inducono una donna ad abortire, come per altro sostiene anche la legge 194».

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