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Lega: Gobbo non ha fretta, il congresso slitta a settembre

Lega: Gobbo non ha fretta, il congresso slitta a settembre

Lega: Gobbo non ha fretta, il congresso slitta a settembre

Il segretario regionale rallenta i tempi dell'assise: "Sai come sono i tempi della politica"

Una delle battaglie della Lega Nord, fin dalla sua nascita, era la lotta alle lungaggini della politica, ai suoi tempi morti e alla lentezza delle risposte al territorio. Adesso sembra che da Treviso se lo siano dimenticato, o per lo meno, hanno accantonato questo ideale. Il Consiglio federale ha deciso di rinviare il congresso provinciale di Verona, ma non ha indicato ancora nessuna data, anche perché questo compito spetta alla Segreteria Nazionale Veneta, ovvero al segretario regionale Gian Paolo Gobbo.

Proprio l’attuale sindaco di Treviso non ha fretta di trovare una nuova data per il congresso veronese, anzi sminuisce l’importanza di una decisione che tiene sui carboni ardenti tutta la politca veronese. “Cosa vuoi che sia, stabiliremo anche la data del congresso di Verona, vedremo, non si sa, ne parleremo, in qualche modo faremo”, ha detto Gobbo in un’intervista rilasciata a Il Mattino di Padova, aggiungendo, cosa impensabile fino a qualche anno fa in bocca ad un politico leghista: “Sai come sono i tempi della politica”.

Mentre da Verona lo zoccolo duro del partito, quegli iscritti ai quali non interessano le lotte tra correnti, non vedeva l’ora di eleggere il nuovo segretario provinciale per uscire da un’empasse nella quale è scivolato il Carroccio scaligero, da Treviso Gobbo dice quasi l’opposto, ovvero che agli iscritti della Lega non interessano queste cose. Forse nella Marca trevigiana no, ma nel veronese sì, eccome. Un riferimento temporale, però, Gobbo lo da: “Si sposterà tutto a dopo le elezioni”.

Dopo questa affermazione quattro conti sono in grado tutti di farli. Il primo turno delle elezioni amministrative è fissato per il prossimo 15 maggio, poi, dove previsto, ci sarà il ballottaggio, che sarà il 29 dello stesso mese. C’è da considerare anche che il 12 giugno c’è il referendum e da li a poco è già estate e si sa, la politica di palazzo, non quella che si fa tra la gente, rispetta i periodi di vacanza. È facile pensare, quindi, che il congresso veronese venga messo in calendario a settembre.

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