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Catullo, tra scadenze e stagione estiva, la politica veronese chiede certezze

La Lega: «Il socio privato dà l'impressione che agli oggettivi e grossi problemi dell'aeroporto corrispondano solo scuse per non investire». Bertucco: «A fine mese scadono i patti parasociali e sul futuro del Catullo non si sa nulla»

La politica veronese chiede certezze per il futuro dell'aeroporto Catullo. Le chiede dalla maggioranza ed anche dall'opposizione.

È la Lega il partito di maggioranza nel Comune di Verona che chiede a Save, socio privato che insieme ad alcuni enti pubblici gestisce lo scalo veronese, quali sono i piani per il prossimo futuro. «Di norma entro la fine dell'anno si conoscono i programmi degli aeroporti per la stagione estiva - scrive l'eurodeputato veronese Paolo Borchia - Dal Catullo però, al momento, arriva solo un silenzio assordante. Save dica al territorio, agli operatori del settore turistico e ai comparti collegati chi non volerà più e perché. Save dà la netta impressione che agli oggettivi e grossi problemi del Catullo corrispondano solo scuse per non investire. E in questi ultimi anni ricordiamo null'altro che una lunga serie di promesse non mantenute».
Ed il commissario provinciale della Lega di Verona, nonché assessore al commercio in Comune, Nicolò Zavarise ha aggiunto: «La prossima stagione estiva e, più in generale, la ripartenza degli spostamenti e dei viaggi business o leisure, sarà fondamentale per il rilancio economico del nostro territorio e non ci sono alternative al farsi trovare pronti».

Dalla minoranza, invece, il consigliere comunale Michele Bertucco non guarda alla prossima stagione estiva, ma ad una scadenza più ravvicinata. Alla fine di questo mese, infatti, scadono i più volte prorogati patti parasociali che i soci pubblici alla guida del Catullo (Comune di Verona, Provincia di Verona, Provincia di Trento e Camera di Commercio di Verona, riuniti in Aerogest) hanno sottoscritto con il socio privato Save. Proprio in prossimità di questa scadenza, Bertucco ha sottolineato come, in una delibera sulla razionalizzazione delle società partecipate, la Provincia di Verona scriva che: « … I soci pubblici veronesi e trentini si stanno confrontando per ricercare con il socio privato che gestisce gli scali di Verona e Brescia, le migliori strategie per concretizzare gli investimenti già approvati e pronti ad essere realizzati, in un contesto orientato ad obiettivi di crescita, anche commerciale, di recupero dei volumi di traffico persi con la pandemia e, in generale, con un forte impulso allo sviluppo di quanto di interesse del territorio veronese e trentino ...».
«Dall'analisi del documento - ha proseguito Bertucco - emerge che le ipotesi sulle quali stanno lavorando i soci pubblici sono queste: un possibile aumento di capitale di Catullo Spa non riservato ai soci, con sovrapprezzo, che preveda impegni formali da parte del soggetto che da subito, o per effetto di operazioni successive entro due anni dalla operazione, acquisisse la maggioranza assoluta, alla riscrittura di alcune clausole statutarie di garanzia per i soci pubblici (organi di amministrazione, piano industriale e azioni di policy e sviluppo del traffico); oppure la possibilità, da parte di Aerogest, di porre in vendita sul mercato una parte delle azioni detenute, sempre prevedendo l'impegno da parte del soggetto che da subito, o per effetto di operazioni successive entro due anni dalla operazione, acquisisse la maggioranza assoluta, alla riscrittura di alcune clausole statutarie di garanzia per i soci pubblici (organi di amministrazione, piano industriale e azioni di policy e sviluppo del traffico); o ancora la possibilità di ampliare la compagine societaria di Aerogest con l'ingresso di altri soci pubblici; ma è al vaglio anche la possibilità di porre comunque in liquidazione Aerogest, permettendo agli enti pubblici di diventare soci diretti della società Aeroporto Catullo. Fatto sta il futuro dell'aeroporto di Verona rimane nell'incertezza più assoluta».

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