Pfas. Benedetti (M5S): "Raccogliamo le firme per ottenere un risarcimento"

La deputata veneta rilancia l'iniziativa dell'associazione La terra dei Pfas per rendere più incisiva l'azione legale contro la Miteni. E Bandiza Group chiede l'intervento della Regione

Non si abbassa l'attenzione sulla vicenda Pfas, che riguarda anche alcuni territori della provincia di Verona. La deputata veneta del M5S Silvia Benedetti è tornata sul tema dopo aver interrogato il ministro Martina e dopo aver presentato una proposta di legge. Silvia Benedetti ha spiegato: "Ci stiamo muovendo in più direzioni: sul fronte legislativo nazionale per colmare il vuoto normativo esistente attraverso la legge che abbiamo depositato il 12 aprile, sul fronte giuridico con ricorsi ed esposti già presentati ed altri che depositeremo alle procure di Padova e Rovigo, e su quello del necessario coinvolgimento dei cittadini, che in questa vicenda sono la parte lesa".

"La popolazione - conclude la deputata Benedetti - è stata colpita gravemente e ora più che mai vuole attivarsi rispondendo positivamente alla raccolta delle firme lanciata dalla associazione La terra dei Pfas, che noi sosteniamo convintamente. Quante più firme verranno raccolte, tanto più incisiva sarà l’azione collettiva che potremo mettere in campo per una azione legale efficace contro la Miteni e pretendere i risarcimenti dei danni facendo valere il diritto universale alla salute".

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Si rivolge invece alla Regione Veneto, Bandiza Group che ha realizzato anche un documentario dal titolo Bandiza Storie venete di confine. Il gruppo chiede: "alla Regione Veneto e a chi la gestisce come se fosse una sua azienda, di spostare immediatamente parte di quei 30 miliardi spesi, investiti e stanziati in catrame e cemento, strade ed ospedali, per la bonifica della terra dei Pfas, immediatamente, perché non si può attendere ancora, se ciò non avverrà, vi riterremo non più complici ma colpevoli".

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