Taglio al trasporto pubblico scolastico. «Sforbiciate 568 fermate su 1.102»

Allarme lanciato da Elisa La Paglia, consigliera comunale e candidata alle elezioni regionali per il PD: «Amare sorprese per i genitori. Rioni come San Felice Extra e San Michele saranno incredibilmente tagliati fuori»

(Foto di repertorio)

Il trasporto pubblico scolastico a Verona potrebbe essere tagliato. A segnalarlo è Elisa La Paglia, candidata alle elezioni regionali per il Partito Democratico, la quale parla di una sforbiciata di circa metà delle linee che servono le scuole dell'infanzia e le scuole primarie del capoluogo: 568 fermate su 1.102 che potrebbero essere depennate alla ripartenza della scuola. La decisione sarebbe stata motivata dal Comune di Verona, il quale avrebbe usato come giustificazioni le difficoltà economiche, logistiche e normative legate alle misure anti-Covid. Ma il disagio per famiglie e studenti è facilmente intuibile, come è prevedibile che a una riduzione del trasporto pubblico scolastico corrisponda un aumento del traffico veicolare privato. «I genitori che stanno effettuando le preiscrizioni al servizio di trasporto scolastico stanno riscontrando amare sorprese nei percorsi e negli orari dei pulmini - ha commentato La Paglia - È stata ad esempio tagliata la linea che da Borgo Santa Croce porta gli studenti medi alle Caperle di Marzana. L'amministrazione ha sforbiciato anche i collegamenti scolastici con Villa Are sulle Torricelle, scegliendo di limitare i trasporti ai bacini di utenza, quindi il minimo previsto delle norme, non ciò che risponde alle esigenze della città. I dati sono sconfortanti e citiamo i più significativi: alle Colombare sono state tagliate 5 fermate alla scuola dell’infanzia e 3 al nido. Sempre nelle scuole dell'infanzia 19 fermate sono state eliminate a Villa Are e 6 a Fontana del Ferro. Tra le primarie, tra andata e ritorno, ben 49 fermate sono state tagliate alle Don Mercante, 44 alle Cesari, 43 a Palazzina, 38 alle Betteloni di Montorio, 37 alle Fracazzole, 34 alle Simoni di Madonna di Campagna, 23 all’Europa Unita di San Massimo, 20 alle Dorigo, 18 alle Pascoli, 15 alle Segala, 12 alle Solinas, 9 alle Pertini, 8 alle Salgari, 7 alle Rosani. Per quanto riguarda le scuole medie 24 fermate sono state tagliate a Palazzina, 19 alle King, 16 alle Caperle, 16 alle don Milani, 11 alle Salgari, 10 alle Fainelli, 7 alle Simeoni , 6 alle Giovanni XXIII, 6 alle Mazza».

I tagli sarebbero dunque rilevanti e lascerebbero a piedi molti studenti. «Il Comune ha ragionato per bacini, quindi significa che rioni come San Felice Extra e San Michele saranno incredibilmente tagliati fuori - ha attaccato la candidata, che è anche consigliere comunale del PD di Verona - E se il Comune taglia la fermata di Piazza Zagata lasciando soltanto quella di Contrada Vendri, che dista un quarto d'ora di macchina, non solo creerà un disagio enorme ai genitori, che dovranno fare i salti mortali per conciliare le esigenze familiari con quelle lavorative, ma otterrà l'infelice risultato di contribuire ad aumentare il numero di macchine in circolazione su Via Valpantena, già congestionata nelle ore di punta. Limitare l'uso dell’auto privata dovrebbe essere un obiettivo delle amministrazioni pubbliche, tanto più in tempi di coronavirus e di limitazioni al trasporto pubblico. Ma anche adeguare i tragitti in base alle richieste dell'utenza dovrebbe diventare una priorità. Comprendiamo le difficoltà, ma non è corretto tagliare le linee: per le famiglie, per l’ambiente, per la mobilità».

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Dal Comune sarebbe comunque arrivata un'apertura. Come richiesto dai rappresentanti dei genitori delle Caperle, verranno raccolte anche le richieste di fermate per ora non previste per valutarne eventualmente il ripristino: «Invito i genitori a presentare la richiesta di preadesione per il servizio di trasporto e di indicare la fermata dello scorso anno - ha esortato La Paglia - al fine di rivalutare i percorsi in base alle richieste. Ed è urgente per le famiglie sapere quali servizi dell'infanzia saranno attivi, se saranno confermati i servizi pomeridiani, come vengono oggi sostenute le scuole per il rientro in presenza a settembre e per reperire spazi adeguati».

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